Per questo motivo, Allegri chiederà ai suoi una circolazione più rapida del pallone e un utilizzo maggiore dei cambi di gioco, per attivare le fasce rossonere. Sia a destra che a sinistra, il Diavolo può mettere in difficoltà gli uomini di Chivu, costretti a retrocedere. In questo modo, il Milan vuole evitare di ripetere la situazione vissuta nella prima mezzora contro la Roma.
La strategia difensiva
—Il Milan difficilmente modificherà la propria identità andando a pressare alto per lunghi tratti: sarebbe troppo rischioso, perché aprirebbe spazi enormi alle accelerazioni dell'Inter. Allo stesso tempo, però, Allegri non può concedere ai nerazzurri il totale controllo del gioco. Per questo, nelle fasi di costruzione bassa dell'Inter, quando Calhanoglu si abbasserà, uno dei centrocampisti rossoneri dovrà alzarsi con decisione per limitarlo.
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La 'Gazzetta' però ricorda che non sarà un Milan da marcature a uomo stile Gasperini: la chiave resterà la compattezza, con ripartenze rapide come arma principale. Sulle fasce servirà un lavoro di sacrificio: Saelemaekers dovrà raddoppiare su Dimarco, mentre i movimenti in avanti di Bastoni e Barella costringeranno anche Fofana e Pulisic a un impegno costante in fase difensiva.
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