Maldini: “Ibra, il futuro dipende da lui. Rinnovi? Gli accordi si fanno in due”

Paolo Maldini, direttore tecnico del Milan, ha rilasciato un’intervista a ‘BeIn Sports’. Tanti temi toccati dal dirigente rossonero, soprattutto di mercato

di Daniele Triolo, @danieletriolo
Paolo Maldini AC Milan

Milan, le parole di Maldini sulle mosse di mercato del club

 

Paolo Maldini, direttore tecnico del Milan, ha rilasciato ieri un’intervista molto interessante ai microfoni di ‘BeIn Sports‘. Alcune dichiarazioni dell’ex capitano rossonero, poi, sono state riportate questa mattina da ‘Tuttosport‘ e dal ‘Corriere dello Sport‘ in edicola.

Maldini ha parlato, innanzitutto, del ritorno di Zlatan Ibrahimović al Milan e delle prospettive che il cannoniere svedese resti a giocare in rossonero per un’altra stagione. “La nostra è una delle squadre più giovani d’Europa ed avevamo bisogno di leadership. Abbiamo provato a prendere Ibra già nel 2018, ma aveva con un contratto con i Los Angeles Galaxy. Quando è arrivato, abbiamo provato a proporgli un contratto più lungo, ma lui voleva vedere quale sarebbe stata la risposta del suo fisico. Il rinnovo? Ci ha detto che dipenderà dal suo corpo, ma se continua così non vedo perché non dovrebbe essere con noi anche l’anno prossimo“.

Ibrahimović, però, non è l’unico calciatore in scadenza di contratto al Milan. Per esempio, gli accordi tra Gigio Donnarumma, Hakan Çalhanoğlu ed il club meneghino, così come quello del bomber di Malmö, scadranno il prossimo 30 giugno. In più, c’è da iniziare a pensare anche alla situazione di Davide Calabria, Alessio Romagnoli, Simon Kjær e Franck Kessié, tutti in scadenza il 30 giugno 2022. “Dico sempre che bisogna essere contenti in due per arrivare ad un accordo – ha sottolineato Maldini -; i giocatori sono professionisti e pensano al 100% al campo. La speranza è di trovare presto un accordo”.

Maldini ha anche parlato di Theo Hernández, terzino sinistro francese che proprio lui convinse, in una famosa mattinata ad Ibiza, a lasciare il Real Madrid per vestire la maglia del Milan. “È un giocatore che aveva già vinto la Champions League, ma che si stava un pochino perdendo. Non ho voluto ascoltare tutte le cose che mi avevano detto su di lui, ma ho voluto parlare con lui guardandolo negli occhi. Ho trovato un ragazzo sensibile. La sua risposta sul campo è stata eccezionale, gli dico sempre che deve programmarsi per andare a giocare titolare in Nazionale e deve ambire ad essere uno dei primi tre terzini al mondo“. Calciomercato Milan: riscatto Brahim Díaz, ecco la svolta. Vai alla news >>>

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