I numeri di Opta riportati dalla Gazzetta parlando di due squadre che giocano in modo diverso ma capaci comunque di regalare spettacolo. Per esempio, "l'Inter resta molto alta, tiene il baricentro a 54,3 metri, è capolista in questa graduatoria. Il Milan è soltanto dodicesimo, a 49,7 metri" scrive il quotidiano. Ma questa non è l'unica statistica in cui differiscono: 181 dribbling tentati rossoneri, contro i 107 dell'ultima classificata in questa graduatoria. I nerazzurri preferiscono tenere il pallone (secondi in tutto il campionato per possesso palla) e scambiarlo con frequenza per arrivare a concludere. Il punto d'incontro arriva davanti: Inter e Milan sono prime e terze per assist e hanno prodotto rispettivamente 26 e 17 gol, sempre prima e terza per gol segnati, con solo il Bologna che ha segnato di più dei rossoneri (18).
Alla ricerca della propria identità
—Domenica sera a 'San Siro', per la prima volta casa di proprietà di entrambe, Inter e Milan si ritroveranno dopo la sosta con l'ambizione di misurare davvero il proprio livello. Perché questo derby, prima ancora che pesare sulla classifica, ha il valore di un test identitario. Chivu può allungare ulteriormente, ampliando il margine con i rossoneri. Allegri, invece, può sfruttare l'occasione per agganciare o superare i nerazzurri, confermando la sensazione di una squadra che sale di livello nei big match.
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Le due squadre raccontano però due storie differenti. L'Inter resta prima nonostante le tre sconfitte (furono solo due le sconfitte nell'ultimo scudetto nerazzurro). Il Milan, reduce da una stagione da ottavo posto, oggi si trova vicinissimo alla vetta ma porta con sé il peso dei punti persi contro Cremonese, Pisa e Parma. Il Diavolo è quello che si distrae con le "piccole" o quello quadrato e solido visto contro Napoli e Roma?
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