Milan, che decrescita: ecco come sono cambiate le cose
—Questa decrescita, come suggerito dal Corriere dello Sport, è iniziata con l'arrivo di Gerry Cardinale con un nuovo management. Il primo anno, con ancora la presenza di Paolo Maldini in dirigenza, il Milan si giocava le semifinali di Champions League contro l'Inter di Simone Inzaghi, con i due match vinti purtroppo dai nerazzurri.
Successivamente, l'ex capitano rossonero viene licenziato e, insieme a lui, saluta anche Ricky Massara, direttore sportivo. Da quel momento, inizia una vera e propria nuova era: l'amministratore delegato Furlani sale di grado assieme all'ex capo scout Geoffrey Moncada, diventato poi direttore tecnico.
Questa non è stata poi una grandissima mossa: con la cessione di Tonali, i rossoneri vengono eliminati ai gironi di Champions League, escono ai quarti di Europa League contro la Roma e i campionato si 'conquista' un secondo posto dietro all'Inter, vincitrice di uno scudetto proprio a San Siro in un derby...
Poi l'arrivo di Zlatan Ibrahimovic come Senior Advisor della proprietà, non una delle mosse migliori: le scelte fatte dall'ex bomber rossonero fanno scivolare il Milan all'ottavo posto in classifica. L'ultima stagione, invece, che è quella di quest'anno, è stata caratterizzata da due arrivi: Igli Tare e Massimiliano Allegri, in cerca di sistemare la situazione.
In queste ultime stagioni, si è sempre visto un 'rifondamento', un ricominciare da capo puntando, però, su scelte non esaltanti, soprattutto sui calciatori. Di soldi, però, ne sono stati investiti abbastanza: più di 500 milioni di euro in soli 4 anni. Nel 22/23 sono stati spesi 62 milioni, nel 23/24 132 milioni, nel 24/25 139 milioni e nel 2025 170 milioni, con un totale di 315 milioni incassati.
Una cosa è chiara: se il Milan, nel futuro prossimo, vuole migliorare, serve assolutamente la qualificazione alla Champions League, e su questo ci sta già lavorando Max Allegri, ma la parte più grossa resta alla società. Durante il mercato estivo, la dirigenza rossonera dovrà effettuare scelte mirate, in modo da regalare ad Allegri una squadra ancora più forte di adesso.
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