Il primo, troppi pareggi. Sono già 8 in 22 partite, più di uno ogni tre gare. Nessuno ne ha collezionati di più in Serie A. È vero che i rossoneri non perdono mai, ma è anche vero che i 21 risultati utili consecutivi perdono un po' di valore se caratterizzati da troppi segni 'X'. Un conto è la solidità che la squadra esprime, un altro sono i numeri. Per stare dietro all'Inter ci vuole un altro passo.
Troppi pareggi, l'attacco segna poco. E il gioco spesso latita
—I pareggi fuori casa contro Juventus, Atalanta, Roma e anche Fiorentina ci stanno. Sono quelli interni contro Pisa, Sassuolo, Genoa o quello di Parma che sono punti - sanguinosi - persi nella cavalcata verso il tricolore. Il secondo punto di riflessione, invece, per il quotidiano generalista, riguarda il gioco del Milan di Allegri.
A Roma, così come era stato a Como, ennesimo primo tempo 'horror' in balia degli avversari. A volte basta un secondo tempo a marce più alte per vincere. Altre no. Il 'corto muso' non sempre funziona: in quattro delle ultime cinque partite, l'attacco del Diavolo ha segnato un solo gol. È troppo poco. Per provare a contendere lo Scudetto servirà alzare il livello.
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