"La partita si è decisa nel minuto intercorso fra l’occasionissima divorata da Henrikh Mkhitaryan e la botta del terzino ecuadoregno. Ma il governo del tempo nel quale Allegri è maestro — quello era il momento giusto per colpire, tanto che nei minuti successivi il Milan anziché ritrarsi ha inseguito il 2-0 perché il ferro caldo andava battuto — è stato favorito dal piano di controllo dello spazio troppo prudente varato da Chivu - ha proseguito Condò -. Non c’è dubbio che le assenze di Lautaro Martínez, Hakan Calhanoglu e per lungo tempo Denzel Dumfries abbiano avuto un peso sulle scelte del tecnico. Marcus Thuram meno perché Pio Esposito ormai vale il posto da titolare. Ma l’idea iniziale di aspettare il Milan per non alimentarne il contropiede negli spazi è stato un pensiero debole. E come tale, Allegri l’ha punito".
"Se gli effetti ipotizzabili sulla corsa Scudetto sono per ora limitati, non così è per la zona Champions League, dove il Milan ha blindato il secondo dei quattro posti disponibili", la chiosa di Condò sul derby Milan-Inter.
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