Da Ibrahimovic a CR7: quando il ‘vecchio’ è di moda in Serie A | News

Zlatan Ibrahimovic ha segnato 14 reti in 11 gare di Serie A con il Milan: sono 16 in stagione, coppe incluse. E ad ottobre compirà 40 anni!

di Daniele Triolo, @danieletriolo
Zlatan Ibrahimovic AC Milan

Ibrahimovic, 40 anni e non sentirli. Ma in Serie A non è l’unico ‘vecchio’

 

Zlatan Ibrahimovic, attaccante rossonero, ha segnato una doppietta in Milan-Crotone 4-0 di ieri pomeriggio a ‘San Siro‘. Due reti che hanno consentito al numero 11 del Milan di centrare un obiettivo prestigioso. Ovvero, giungere a quota 501 gol segnati in carriera con squadre di club in 825 partite disputate. Un mostro di bravura.

E pensare che, il 3 ottobre prossimo, Ibrahimovic compirà 40 anni. Per il ‘Benjamin Button‘ del Diavolo, però, l’età è soltanto un numero e lo sta dimostrando, statistiche alla mano, in questa stagione. Ha segnato, infatti, 14 gol in appena 11 gare disputate in Serie A (come Romelu Lukaku dell’Inter, che ne ha però giocate 20, n.d.r.), ai quali vanno aggiunti 2 gol tra Europa League e Coppa Italia.

Sono, quindi, in totale ben 16 gol in 17 partite totali in questa stagione, che si sommano agli 11 realizzati in 20 gare nella seconda parte della stagione 2019-2020. Un Ibrahimovic così è semplicemente monumentale. Ma questo weekend calcistico, come riferito dal ‘Corriere dello Sport‘ oggi in edicola, ha esaltato la resilienza ed i grandi vecchi della nostra Serie A. Ovvero quei calciatori che, nonostante l’età, spostano ancora gli equilibri in campionato.

Uno, per esempio, come Goran Pandev, classe 1983, attaccante macedone del Genoa che minaccia il ritiro da un paio di stagioni ma che intanto, sabato sera, ha rifilato una doppietta alla sua ex squadra, il Napoli. Prima doppietta da 8 anni a questa parte. Ironia della sorte, proprio da quando vestiva la maglia della squadra partenopea. Con lui, in rossoblu, il nuovo tecnico Davide Ballardini ha rispolverato anche Domenico Criscito, classe 1986.

E che dire della Juventus, dove troviamo capitan Giorgio Chiellini, classe 1984, ancora oggi uno dei difensori più forti d’Italia, o Cristiano Ronaldo, classe 1985, che con 16 gol in 17 gare di Serie A (23 in 24 totali) è l’attuale capocannoniere del massimo torneo nazionale, proprio davanti a Ibrahimovic e Lukaku. A Napoli troviamo, poi, Dries Mertens (classe 1987), così come a Firenze illumina la scena Franck Ribéry (1983).

L’Italia, dunque, è un Paese per (calciatori) vecchi? Non proprio, ha commentato il ‘CorSport‘. Perché di spazio per i giovani ce n’è sempre di più. Basta guardare l’età media del Milan ogni domenica, constatare come Nicolò Barella (un 1997) sia l’anima dell’Inter o come la Juventus si stia affidando sempre di più ai vari Gianluca Frabotta (1999), Federico Chiesa (1997) e Dejan Kulusevski (2000).

Ma, in tempi di pandemia, con i bilanci delle società messi male e per la maggior parte in rosso, il ricorso all’esperienza a costo zero o quasi (maxi-ingaggi a parte) può risultare decisivo nelle sorti di una squadra. E così il Milan di Ibrahimovic, bel mix di giovani ed ‘anziani’ che sanno il fatto loro, si gode il primato in classifica. Calciomercato Milan: occhi sull’erede di Donnarumma. Vai alla news >>>

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy