I dati della partita fotografano una passività disarmante:
L'atto d'accusa di Fabio Capello: "Uno spettacolo umiliante"
—Sulle pagine de La Gazzetta dello Sport, l'ex tecnico del Milan Fabio Capello ha analizzato la débâcle con parole che lasciano il segno. "Ho visto una squadra senza forza, senza volontà, senza idee. Fisicamente la squadra è spenta", ha dichiarato il tecnico che negli anni Novanta ha scritto la storia del club.
Capello non ha risparmiato critiche all'atteggiamento mentale dei giocatori in quello che era a tutti gli effetti uno spareggio decisivo: "I milanisti guardavano gli avversari giocare: è mai possibile una cosa simile in una finale? È stato uno spettacolo triste e umiliante per i tifosi".
Il nodo societario: la profezia su Maldini e Massara
—L'affondo più pesante di Capello riguarda però la gestione societaria e la pianificazione sportiva a lungo termine, toccando un nervo scoperto che i tifosi contestano da mesi. Il tecnico ha tracciato una linea netta tra il presente e il passato recente del club: "Da quando sono andati via dalla società Paolo Maldini e Frederic Massara si è visto poco Milan. Si deve capire dove mettere le mani, e non sarà un lavoro semplice".
Quale futuro per la panchina? L'estate della rivoluzione
—La disfatta apre ufficialmente il processo alla gestione tecnica. Il girone di ritorno del Milan ha mostrato una preoccupante involuzione atletica e tattica. La qualificazione mancata comporta una perdita economica stimata tra i 50 e i 70 milioni di euro tra premi UEFA e botteghino, una cifra che ridimensionerà inevitabilmente il prossimo calciomercato. Una rivoluzione estiva appare inevitabile, ma come sottolineato da Capello, "a patto che alla base ci siano delle idee, perché altrimenti fare le rivoluzioni è inutile".
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