Coronavirus – Caos Serie A: se non si gioca a maggio il torneo salta

Coronavirus – Caos Serie A: se non si gioca a maggio il torneo salta

Saranno i tempi dell’emergenza sanitaria per il coronavirus a dettare i tempi di un’eventuale ripresa della Serie A e delle altre competizioni: il punto

di Daniele Triolo, @danieletriolo
Serie A - Campionato sospeso play-off play-out

NEWS SERIE A – ‘La Gazzetta dello Sport‘ in edicola questa mattina ha dedicato un approfondimento al futuro del campionato di Serie A, fermo dallo scorso 9 marzo per via dell’emergenza sanitaria per il coronavirus. Ieri, infatti, si è tenuta, logicamente in video-conferenza, l’assemblea della Lega Serie A al termine della quale è stato redatto un documento, da presentare alle altre istituzioni sportive (CONI e FIGC) oltre che al Ministero dello Sport, che ha come scopo quello di contenere al massimo il danno economico per i club della massima serie conseguente all’emergenza che sta vivendo l’intero Paese.

Si chiederà un aiuto concreto al Governo per ‘rialzare’ il sistema calcio nel caso in cui, ovviamente, il campionato di Serie A non dovesse ripartire. Inizialmente, tanto i club quanto la Lega Calcio erano ottimisti sulla ripresa del torneo. Ora, invece, vista la diffusione sempre più capillare del CoVid_19, l’umore è decisamente più cupo e la prudenza è imposta dalle ultime notizie. Per la ‘rosea’, se entro Pasqua si avranno notizie migliori, si potrà pensare al primo scenario dipinto dai club, ovvero due settimane di preparazione per gli atleti delle squadre di Serie A prima di riprendere, a maggio (3, 10 o 17 le date possibili), a giocare le 12 giornate che restano (più qualche recupero) per concludere regolarmente la stagione 2019-2020.

In caso contrario, il tempo a disposizione difficilmente permetterebbe la conclusione delle competizioni, visto che, pure con l’avallo della UEFA che privilegia i campionati nazionali anche a discapito delle coppe, si potrebbe slittare a giocare tra fine giugno ed inizio luglio, inficiando, così, anche sulla stagione successiva, 2020-2021. Dunque, in questo caso, il campionato di Serie A attuale salterebbe e la possibilità più verosimile è che la classifica venga ‘cristallizzata’ al momento in cui il torneo si è fermato, con la non assegnazione del titolo di Campione d’Italia 2020 e il blocco delle retrocessioni in Serie B. Due club salirebbero dalla serie cadetta e porterebbero, in via eccezionale, il campionato di Serie A 2020-2021 a 22 squadre.

Nel frattempo, i Presidenti di Serie A cercano un modo per limitare i danni economici causati dallo stop al campionato, con la perdita degli incassi del botteghino dello stadio, meno introiti dai diritti televisivi e al merchandising, pensando, inevitabilmente, alla decurtazione degli stipendi dei calciatori. Il monte ingaggi complessivo della Serie A è di 1,3 miliardi di euro, quota che i numeri uno dei club della massima serie vogliono abbattere, giacché allenamenti e partite, ovvero le prestazioni dei calciatori sotto contratto, stanno venendo bene. Si ragiona su due ipotesi: se si tornerà in campo, potrebbero essere non pagati gli stipendi che coprono l’arco temporale in cui non si è giocato, oppure versati con uno ‘sconto proporzionale’ fino ad arrivare ad una decurtazione del 30%.

Tutto ancora in alto mare, si naviga a vista. Le prossime giornate, e l’evoluzione del virus, saranno decisive in tal senso. Il Milan, intanto, può sorridere per una statistica: SCOPRI DI COSA SI TRATTA >>>

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