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Paolo Condò | News (Getty Images)
Il giornalista sportivo Paolo Condò, sulle colonne del 'Corriere della Sera' oggi in edicola, ha commentato il pareggio (1-1) maturato ieri sera allo stadio 'Olimpico' tra la Roma di Gian Piero Gasperini e il Milan di Massimiliano Allegri con il gol di Koni De Winter per i rossoneri e il calcio di rigore di Lorenzo Pellegrini per i giallorossi.
"Adesso c’è luce fra l’Inter e le altre. Cinque punti per scendere fino al Milan, unico realisticamente autorizzato a mantenere qualche ambizione top, altri 4 per calarsi a meno 9 al livello di Roma e Napoli (e poi la Juve), dove è iniziato il rodeo per i posti Champions. Il Milan ha coltivato per 12 minuti il sogno di un nuovo colpo da soliti noti, come gli riuscì proprio a Como dieci giorni fa, perché dopo la prova di sopravvivenza alla Roma straripante del primo tempo, aveva trovato il gol del vantaggio".
"Ma vincere sarebbe stato sinceramente troppo - ha proseguito Condò -, perché alla capacità della difesa di far tirare sempre male gli avversari — non è fortuna, non è solo Mike Maignan, a parte una volta Donyell Malen ogni conclusione viene scoccata con l’uomo addosso — non ha fatto seguito l’efficacia offensiva di Como. La verità è che il Milan è lassù, con la targa dell’Inter ancora in vista, malgrado Rafael Leão e Christian Pulisic siano sempre mezzi rotti, e/o lunatici. Il dato forte di questa 22ª giornata è comunque l’uscita del Napoli dal discorso Scudetto".
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"A questo punto la contesa per i posti in Champions assuma un’importanza centrale - ha chiosato infine Condò -. Se diamo per acquisito quello dell’Inter, e probabile quello del Milan, i due che rimangono hanno una nuova candidata nel Como, distante ormai tre soli punti dal quarto posto. E per quelli che continuano a ritenere Cesc Fàbregas soltanto un piacione, secondo attacco e seconda difesa dovrebbero essere credenziali sufficienti".
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