I nerazzurri si sentono troppo al sicuro o soffrono le assenze?
«Le assenze incidono, manca chi infonde un senso di rabbia: Lautaro è colui che dà l'esempio rincorrendo gli avversari e lottando. Ora all'Inter manca il leader che dà energia».
Lo scudetto sta andando verso Cristian Chivu: come valuta il suo primo anno in nerazzurro? «Aveva gestito tutto bene, ma non ha trovato la soluzione a centrocampo da quando Calhanoglu si è infortunato. Davanti, invece, è riuscito ad arrangiarsi perché comunque ha Thuram, Esposito e Bonny».
Il Milan, però, battendo la Lazio sarebbe andato -5...
«Al Milan è mancato Rabiot che gli dà forza e sprint, che porta palla e fa qualcosa di diverso. Il Milan è stato molto piatto e lento: di conseguenza, l'1-0».
Serve di più, se vuole sperare nel miracolo della rimonta.
«Non credo che l'Inter possa perdere il campionato. La rimonta sembrava possibile in caso di rallentamento della capolista, ma se rallentano tutte e due... Il Milan, perdendo nell'ultima giornata, si è addirittura allontanato».
E il Napoli è li dietro.
«Questa frenata generale fa emergere le sue qualità e, se hai anche più benzina, sei avvantaggiato. II Napoli al completo era una squadra che segnava di più e quindi era difficile da fermare: questo fa la differenza. Adesso il campionato rallenta - meno velocità e aggressività - e quindi torna a emergere la qualità della rosa».
Conte proverà comunque a spingere il gruppo verso la difesa del titolo? «Senza dubbio: gli altri sono avanti, ma intanto il Napoli è a tre successi di fila. Vittoria chiama vittoria. La squadra corre senza avere il peso di ripetersi obbligatoriamente:
vediamo cosa può accadere se le due davanti continuano ad andare piano».
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