Tommasi: “Vorremmo tornare a giocare, ma è come scalare lo Zoncolan”

Damiano Tommasi, Presidente dell’Associazione Italiana Calciatori (AIC), ha parlato a ‘La Gazzetta dello Sport’ spiegando le tante difficoltà per la ripresa

di Daniele Triolo, @danieletriolo
Damiano Tommasi AIC Assocalciatori Ripresa Serie A

NEWS SERIE ADamiano Tommasi, Presidente dell’Associazione Italiana Calciatori (AIC), ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni de ‘La Gazzetta dello Sport‘ oggi in edicola. Queste le dichiarazioni di Tommasi:

Sulle difficoltà di una ripresa del campionato di Serie A: «Abbiamo davanti lo Zoncolan. Non ci tiriamo indietro, ma è pieno di salite, ripidissime e il rischio alla terza curva di mettere il piede a terra c’è …».

Sulla decisione del Governo di rinviare la ripresa degli allenamenti al 18 maggio: «Non le troviamo un senso. Non sto parlando della ripresa della stagione appesa a tante incognite ma della possibilità per i giocatori di allenarsi individualmente in strutture dove sono controllati. Parliamo di salute degli atleti, questa norma rischia di produrre un aggravamento e non il contenimento del rischio. Per il calciatore il ritorno alla giusta forma atletica dopo questo stop obbligato è un passaggio necessario e utile anche ad evitare infortuni e per essere pronti per iniziare il 18 maggio gli allenamenti di gruppo».

Sull’impatto che uno stop così lungo può avere su un calciatore: «Può essere molto influenzante, ma c’è da dire che più dell’ 80% delle squadre ha tenuto i giocatori sotto controllo facendo fare loro attività in casa seguendo le tabelle e le indicazioni dei preparatori. Però una cosa è allenarsi in spazi ristretti, su terreni duri, e un’ altra in spazi ampi su campi in erba. A lungo andare l’ allenamento in spazi ristretti può addirittura essere negativo per la muscolatura. Ci sarà bisogno di un mese per riportare gli atleti a uno stato di forma consono».

Sul protocollo presentato dalla Commissione sulla ripresa allenamenti: «La positività di un calciatore è un tema centrale. Ci si ferma? Viene isolato, si fanno i test agli altri e si prosegue? Il protocollo che è stato preparato prevedeva una serie di casistiche, però sembra che presenti delle criticità e vada rivisto. In ogni caso deve essere tutto molto chiaro su cosa fare se si riprende: test, tamponi, spazi, viaggi, trasferte, lavoro di gruppo».

Sul tema del taglio stipendi: «È una delle tante salite dello Zoncolan. Per quanto riguarda gli emolumenti molte società hanno trovato gli accordi con i giocatori. All’AIC preoccupano da questo punto di vista più le serie inferiori della serie A, perché gli stipendi sono completamente differenti. I giocatori hanno già dimostrato disponibilità a fare dei sacrifici con rinunce o dilazionamenti sulla stagione prossima. In A in media c’ è la rinuncia a una mensilità. Nelle serie inferiori ne chiedono di più nonostante stipendi inferiori. Sarebbe importante sapere quali sono le perdite reali dei club e del sistema: perché le rinunce devono essere parametrate …».

Sul tema dei contratti in scadenza il 30 giugno: «La proroga di prestiti e contratti non è ancora stata affrontata: serve un’ autorizzazione della Fifa e poi l’ accordo tra società e atleta. In teoria un club potrebbe non volersi avvalere più di un giocatore in scadenza evitando di pagare ulteriori mensilità. O un giocatore voler passare ad altro club con il quale magari ha già firmato guadagnando di più. Servirebbe una regola che valga per tutti. Ma bisogna lavorarci …».

Sulla possibilità di uno stop definitivo alla Serie A: «Prima di riprendere sarebbe necessario stabilire cosa accadrebbe in caso di stop definitivo. Questo è fondamentale. Le regole vanno decise prima stabilendo come finirebbe il campionato. Noi vogliamo prepararci in attesa di una buona notizia, per quanto riguarda la ripartenza. Poi ci aspetta lo Zoncolan». QUESTO IL PENSIERO DEL MINISTRO DELLO SPORT, VINCENZO SPADAFORA, SULLA QUESTIONE >>>

SEGUICI SUI SOCIAL : CLICCA QUI ⇓

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy