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Pochettino svela: “Futuro al Milan? Una cosa ve la posso dire …”

Mauricio Pochettino
Mauricio Pochettino affronta apertamente le voci che lo accostano al Milan: le sue parole in conferenza stampa
Redazione PM

Tra i nomi sondati dal Milan per la panchina, spicca quello di Mauricio Pochettino. Il tecnico argentino, reduce dall'esperienza poco fortunata al Chelsea, sarà impegnato dal prossimo 11 giugno nei Mondiali casalinghi con gli Stati Uniti. Nonostante ciò, una delegazione rossonera lo ha già incontrato la scorsa settimana per valutare la fattibilità dell'operazione.

Milan, Pochettino vuota il sacco

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Pochettino rompe il silenzio. Durante la conferenza stampa di avvicinamento alla Coppa del Mondo, l'allenatore ha risposto a una domanda sul presunto interesse da parte del Milan. Di seguito, le sue dichiarazioni.


Sui contatti con il Milan: "Se i miei agenti hanno incontrato il Milan? È possibile, d'altronde devono fare il loro lavoro. Come diciamo sempre, il nostro contratto scade a luglio, subito dopo i Mondiali. È ovvio che in questo periodo riceviamo diverse proposte. E sì, certamente ho incontrato alcune persone di vari club. Si tratta comunque di semplici chiacchierate".

Sul lavoro dei procuratori: "Nel mondo del calcio abbiamo amici ovunque. I miei rappresentanti stanno lavorando per me con l'obiettivo di trovare la migliore opportunità possibile per il mio futuro. È una dinamica del tutto normale in questa fase".

Sulla priorità assoluta alla Nazionale: "Se un club dovesse venire da me oggi a dirmi: 'Mauricio, ti vogliamo subito, devi iniziare domani', la mia risposta sarebbe chiarissima. Direi: 'Mi dispiace, ma in questo momento ho un impegno fisso con la nazionale'".

La nostra sensazione

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Una risposta criptica, che non fa totalmente luce sulla situazione. Una cosa è certa: si tratta di un discorso da approfondire dopo il Mondiale. La questione che ci poniamo, però, è se il Milan può davvero permettersi di aspettare fino a luglio per ufficializzare la nuova guida tecnica. Una situazione che evidenzia la mancanza di programmazione. Se la rivoluzione era in programma da tempo, perché non erano già pronti anche i nomi dei sostituti?