Su Massimiliano Allegri che gli aveva suggerito di stare calmo e di sorridere di più: «Quando il mister dice qualcosa, devi farla tua perché ha tanta esperienza. In quel momento, più che sorridere, stavo nel mio mondo per cercare di essere pronto. Però sì, quando sorridi e vedi le cose in modo positivo, tutto cambia».
"Il ruolo da centravanti? Mi concentro su quello che chiede il mister"
—Sul suo stato di forma: «Mi sento meglio rispetto all’inizio perché dopo la doppietta al Verona e un paio di incontri saltati per un problema alla caviglia, ho potuto giocare qualche gara di fila da titolare e questo mi ha aiutato».
Sul suo obiettivo in termini di gol in questa stagione: «Non parliamo di numeri. Io ho sempre l’obiettivo di sfruttare le occasioni che ho per segnare: se ne ho 10-12, il mio focus è fare 10-12 gol. Per riuscirci devo continuare ad adattarmi al campionato che è diverso dagli altri in cui ho giocato».
Sulle differenze che ha riscontrato tra la Serie A e gli altri campionati in cui ha giocato: «Qui le squadre tatticamente sono preparate al massimo, non si prendono molti rischi e non concedono spazi».
Nkunku sul suo ruolo di centravanti nel Milan: «Mi concentro su quello che il mister mi chiede e penso di poter rendere al meglio anche così».
Sul perché a gennaio non ha voluto lasciare il Milan: «Non ho mai pensato di andare via, questo è il punto. Il mio agente non mi ha parlato di offerte e quindi per me erano solo voci. E poi lui mi conosce bene: non gli ho chiesto di cercare altro o di ‘aprire’ ad altri club, perché volevo solo essere pronto a rendere qui al Milan».
"I 'rumors' di mercato? Se inizi ad ascoltare tutti .... So dove voglio stare"
—Sui 'rumors' che potrebbero averlo infastidito: «Nel mio lavoro, se inizi ad ascoltare tutti, non puoi concentrarti su ciò che conta. Un giorno dicono che vai lì, un altro che vai là, ma tu sei una persona sola, non puoi essere ovunque .... So dove voglio stare e pazienza se la gente parla».
Sul parlare dei Mondiali a Milanello con i connazionali Mike Maignan, Youssouf Fofana e Adrien Rabiot: «Non molto, perché ora ci concentriamo tutti sul vincere qui al Milan. Il Mondiale arriverà tra tre o quattro mesi e, se renderemo al massimo nel club, avremo più possibilità di essere convocati».
Sul suo infortunio prima dei Mondiali 2022 in Qatar: «Fu triste perché ogni calciatore sogna di giocare un Mondiale. Ora devo lavorare per realizzarlo. La Francia è fortissima: potremmo fare tre squadre e sarebbero tutte competitive per vincere, perché abbiamo settori giovanili che funzionano».
Su Rabiot che l'ha consolato, dopo il gol di Ruben Loftus-Cheek a Bologna, per l'occasione mancata: «Non lo ha fatto perché siamo francesi: qua al Milan tutti si aiutano a vicenda. Siamo un gruppo davvero unito».
"Rabiot spinge sempre, in campo e fuori. È una bestia"
—Sul miglior Rabiot della sua carriera, come sostiene Allegri: «Io l’ho sempre conosciuto forte così. Ora forse è solo un po’ più decisivo. Anche perché Allegri lo vuole più offensivo, mentre prima giocava più “basso”. Adrien ha un tiro fenomenale e corre tantissimo. Penso possa giocare 90 minuti ogni giorno perché non è mai stanco. Ed è nel picco della carriera, tra i 29 e i 31 anni. Non ha limiti: spinge sempre, in campo e fuori. È una bestia».
Nkunku sul tunnel di tacco a Nadir Zortea in Bologna-Milan dove sembrava Ronaldinho: «No, era Christopher (ride, n.d.r.). Non paragonatemi a Ronaldinho che è un’icona. Quello ero io, solo io».
Ancora Nkunku su cosa l'ha spinto a venire al Milan: «Semplice: se ti chiama il Milan, che per me è il club più grande d’Italia, il 90% del lavoro è già fatto. In più ho capito che la società vuole vincere titoli e questo è anche il mio obiettivo: ho avuto la possibilità di alzare trofei ovunque sono stato e voglio farlo anche qui, in un club che è nato per vincere».
"Maignan ha grande leadership. Non potevamo dirgli 'resta, resta'. Ma ora che ha rinnovato ..."
—Sulla sua esultanza con il palloncino: «È per mio figlio. Volevo fare qualcosa di nuovo e mi è venuta quest’idea. Penso che gli piaccia molto e continuo a farla. A Como non l’ho gonfiato? Quella era la rete dell’1-1 e non c’era da perdere tempo perché bisognava vincere».
Nkunku su Zlatan Ibrahimović come compagno di squadra nel PSG e ora come dirigente al Milan: «Ora lo vedo in giacca, prima con le scarpe da calcio. Per il resto non cambia molto: ha sempre il suo carattere e la sua voglia di vincere. Ricordo che una volta in allenamento ho fatto un errore e la mia squadra, dove c’era pure lui, ha perso la partitella. Non mi ha detto niente a caldo, ma il giorno della partita di campionato, nello spogliatoio, Ibra mi ha chiamato: “Abbiamo perso. Mai più”».
Su chi vince le sfide in allenamento con Mike Maignan sui calci di rigore: «Direi 50 e 50. Mike ci ha aiutato a fare tanti punti. Ha una grande leadership e nello spogliatoio, quando apre bocca, tutti ascoltano: parla sempre per il bene della squadra. Da vero capitano. Non potevamo dirgli “resta, resta”, ma ora che ha rinnovato il contratto siamo più tranquilli: è una cosa buona per il club che rimanga».
Su Luka Modrić: «Luka è super: ha una qualità unica e fa dei lanci di esterno pazzeschi. Se ci provo io, mi si sposta l’anca… Incredibile abbia 40 anni, ma può giocare fino a 45-46».
"Milano è bella, vivo vicino San Siro. Milanello mi ricorda Clairefontaine"
—Su cosa farà lui a 40 anni: «Se il mio corpo vorrà, giocherò ancora. Amo il calcio».
Su chi è più veloce tra lui e Rafael Leão: «Sulle distanze lunghe forse Rafa; sulle più corte, forse io».
Sulla lotta Scudetto con l'Inter: «Il nostro obiettivo è arrivare tra le prime quattro e andare in Champions. Adesso però pensiamo partita dopo partita e alla fine vedremo dove possiamo arrivare. Abbiamo anche il derby, un match speciale. Risposta 'allegriana'? (Ride, n.d.r.). Ma l'obiettivo è questo».
Sulla squadra che finora l'ha impressionato: «Il Como gioca bene con la palla e la fa girare in modo intelligente».
Su Milano: «La città è bella: vivo vicino a San Siro e mi trovo bene. E Milanello mi ricorda un po’ Clairefontaine dove ho passato due anni da giovane, in Academy».
Infine Nkunku sui gol che faceva a Lipsia su punizione e sul perché al Milan le calcia poco: «Non ci sono state molte occasioni e poi quando arrivi in un nuovo club ci sono già compagni che le calciano e devi adattarti. Vedremo alla prossima occasione cosa faremo».
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