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INTERVISTE

Ex Milan, Nesta: “Il retroscena con Galliani, le liti con Seedorf, la discussione con Allegri”

Daniele Triolo Redattore 
Alessandro Nesta, ex difensore del Milan per dieci stagioni dal 2002 al 2012, compie oggi 50 anni e, per l'occasione, ha rilasciato una bella intervista al 'Corriere della Sera'. Ecco le dichiarazioni dell'ex centrale romano, oggi allenatore

Alessandro Nesta, ex difensore del Milan per dieci stagioni tra il 2002 e il 2012, con 326 presenze e 10 gol all'attivo e 10 trofei nel suo palmarès rossonero (tra cui 2 Champions League e 2 Scudetti), compie oggi 50 anni. Per l'occasione, l'ex centrale romano, attualmente allenatore, ha rilasciato una bella intervista al 'Corriere della Sera'. Ecco uno stralcio delle sue dichiarazioni.

Nesta: "Dalla Lazio al Milan, stavo male veramente. Ma quando ho capito che ..."

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Sul trasferimento dalla Lazio al Milan, quando si affacciò il 1° settembre 2002 dal balcone dell'hotel 'Gallia' per salutare i tifosi rossoneri con una faccia da funerale: «Stavo male veramente. Da tre anni mi dovevano vendere per questioni di bilancio e quella mattina, quando mi ero allenato a Formello, avevo pensato “Vai, anche quest’anno è andata”. E invece a fine sessione avvisarono me e Hernán Crespo che eravamo stati ceduti. Il meglio però avvenne la sera. Con Adriano Galliani ero andato come ospite a 'Pressing'. Alla prima pausa pubblicitaria venni ripreso: “Sorridi, perché i giocatori al Milan sono solo felici”».

Su quando cambiò idea sulla bontà di quel trasferimento: «Sono andato forte quando ho capito che non ero arrivato solo nella squadra migliore del mondo, ma nel club in quel momento al top per organizzazione, visione e capacità economica».

Sulla partita in rossonero che non dimenticherà mai: «La finale di Manchester del 2003 contro la Juventus. È stata la mia prima. Poi da lì è diventato un obbligo arrivare in fondo alla Champions League».


Nesta sul compagno di squadra al Milan con maggior talento: «Andrea Pirlo. Sapevo che era bravo, ma solo quando ho potuto lavorare con lui mi sono accorto che era geniale».

"Maldini un esempio da seguire. Ancelotti era unico. Dopo İstanbul ..."

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Sull'esempio da seguire: «Paolo Maldini. Quando sono arrivato a Milano e ho visto che, pur non essendo un ragazzino, andava sempre a 300 all’ora ho capito perché il Milan vinceva sempre e noi alla Lazio ci aggrappavamo a un sacco di scuse per giustificare gli insuccessi».

Nesta sul giocatore con cui ha discusso di più al Milan: «Clarence Seedorf. Abbiamo avuto tanti scontri, ma le nostre liti erano sempre per il bene del Milan. Siamo molto amici, una volta doveva andare a Los Angeles e mi ha lasciato suo figlio a Miami per tre giorni».

Su come vede l'ex compagno di squadra Gennaro Gattuso nei panni di Commissario Tecnico della Nazionale Italiana: «La ferocia di Rino non va mai in pausa: anche in vacanza invece di rilassarsi in spiaggia va a correre come un matto. Ora vengo apposta in Italia a Bergamo la prossima settimana per sostenerlo. Se riuscirà a portarci al Mondiale? Con il suo entusiasmo contagerà i giocatori. Non possiamo non qualificarci ma gli azzurri devono assumersi le responsabilità e capire che devono tenere in salute il calcio italiano».

Sul suo legame con Carlo Ancelotti: «Unico, lui rincuorava noi giocatori dopo la finale persa a İstanbul anche se dentro il suo cuore c’era l’inferno. Ora è alla guida di una Nazionale che ha pressioni al mondo come poche altre. Ma lui farà stare bene anche i giocatori del Brasile».

Su Massimiliano Allegri che potrebbe essere l'uomo della riscossa per il Milan: «Quando l’ho avuto come tecnico ho discusso molto per il mio amico Pirlo: per me era inconcepibile che non fosse il perno della squadra. Per Max che arrivava da Cagliari non era facile entrare in uno spogliatoio di campioni che avevano vinto tutto ed erano a fine ciclo. Ora è molto più deciso, forte di tutte le esperienze e vittorie che ha ottenuto».