"Vierchowod il difensore più duro. Che feeling avevo con Weah!"
—Sul difensore più duro che ha mai affrontato: «Tanti, ma se devo dire il primo che mi viene in mente è senz’altro Pietro Vierchowod».
Sull'approdo di Fabio Capello al Milan dopo Sacchi: «Due grandissimi, ma molto diversi. Arrigo era il genio, don Fabio il manager. Da allenatore iniziai seguendo Sacchi, il suo 4-4-2 maniacale, ma poi capii che dovevo seguire la mia strada, senza scimmiottare gli altri. Capello, invece, era un maestro nella gestione dei campioni».
Su Capello, definito un duro: «Le racconto un aneddoto. Finale di Champions a Vienna, Milan-Ajax. Col mio sponsor tecnico decidiamo di giocare con le scarpe bianche. Era il 1995, non lo aveva mai fatto nessuno. Sapevo, però, che se Capello mi avesse visto indossarle, l’avrebbe presa male e sarei finito in panchina immediatamente. Così, le metto in un sacchetto e faccio riscaldamento con un normale paio di scarpe nere. Una volta tornati negli spogliatoi, appena prima di scendere in campo, le infilo e alzo gli occhi: avevo Capello sopra di me con uno sguardo che non vi dico (ride n.d.r.)...».
Sul Milan di Capello di metà anni Novanta: «Roberto Baggio, Dejan Savićević, Jean-Pierre Papin .... Che qualità. Ma il mio preferito, si sa, è da sempre George Weah. Con George c’era un feeling speciale, sapevamo sempre come trovarci in campo e fuori. A volte sembrava di giocare all’oratorio, nel senso che ci passavamo la palla solo tra di noi. E adesso posso dirlo: Robi Baggio si inc ..... di brutto».
Sul ritorno sfiorato al Milan qualche anno fa: «Sì, era il 2018 e Gennaro Gattuso mi chiamò perché la proprietà cinese pensava alla squadra B e avrei dovuto far partire il progetto. Avevo anche firmato un pre-contratto, poi in estate saltò la società, subentrò Elliott e Leonardo non se la sentì di partire».
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