Ma se il Milan avesse un nove vero sarebbe più vicino al primo posto di quanto è già oggi?
«Il numero nove non manca solo al Milan. Però il Milan, essendo una squadra esperta, avendo giocatori molto pratici che nel momento giusto ti castigano anche senza giocare un bel calcio, è riuscito a farlo notare meno. Ma il numero nove manca anche alla Juventus. E in Italia, dove trovi tante squadre che si difendono, avere un nove che dentro l'area ti garantisce i gol fa la differenza».
Guardando i nomi, gli attaccanti non mancano al Milan.
«Davanti a gennaio hanno preso anche Füllkrug e hanno 70 milioni in panchina... Forse hanno fatto qualche errorino? Come diceva sempre Fabio Capello: "Meglio prendere uno forte che quattro". Ci siamo capiti».
Lei è del partito pro Rafael Leao o contro l'attaccante portoghese?
«Io sono sempre pro Leao. È l’unico calciatore del Milan in grado di accendere la luce. Certo è un giocatore che si critica sempre, ma sarà sempre così. Rafa è di indole così, ha bisogno di prendersi la sua pausa per poi accendersi e cambiare la partita. Da quando è arrivato in Italia diciamo sempre la stessa cosa, lo ripetiamo tutte le volte, dopo ogni partita. La verità è che quando è acceso, in questa Serie A può fare la differenza. E lo ha già dimostrato tante volte»
.Anche da centravanti?
«Lo può anche fare, perché no? Certo non è un numero nove come pensiamo noi, ma lo può fare con le sue caratteristiche che sono diverse. E poi l'hanno fatto tantissimi giocatori che non avevano nemmeno loro quelle caratteristiche da prima punta. E poi onestamente con i difensori che ci sono in Italia, il centravanti lo può fare tranquillamente. Non abbiamo tantissimi grandi difensori nel nostro campionato. Quindi Leao all'occorrenza lo può fare, ma lo sa benissimo anche Allegri. Poi se guardiamo le sue partite, ogni tanto quando non la prende si va a spostare a sinistra. Dove si trova meglio...»
Servirà altro la prossima stagione per essere competitivi in Champions?
«Noi siamo competitivi solo in Europa League e in Conference League. In Champions League non possiamo essere competitivi. L’unica era l’Inter e guardate cosa ha fatto con il Bodo! Bisogna investire nei settori giovanili e non pensare solo al business. Lo diciamo sempre, ma non cambia mai niente».
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