Sui suoi idoli da bambino: "I miei idoli erano quelli veri, non quelli di oggi, con tutto il rispetto. Erano giocatori che davano esempio di lealtà e professionalità. I miei erano Franco Baresi e Paolo Maldini. Oggi sento ragazzi che hanno idoli che mi fanno rizzare i capelli, perché non sono esempi veri dello sport”
Oddo: «Come pretendi di calciare una punizione se ci sono Pirlo, Seedorf, Kakà, Ronaldo, Pato o Inzaghi»
—Sull'esperienza al Bayern Monaco: "È stata un’esperienza bellissima e formativa. A un certo punto il presidente Uli Hoeneß mi chiamò per dirmi che avrebbero esercitato il riscatto e mi avrebbero fatto un contratto di due o tre anni. In quella settimana mi feci male. È stato un peccato, perché stavo giocando molto bene. Però, a posteriori, tornare al Milan mi ha permesso di vincere lo Scudetto e la Supercoppa, che erano le uniche cose che mi mancavano".
Sul passaggio dalla Lazio al Milan: "Quando arrivi in una grande squadra devi ripartire da zero. Come fai a pretendere di tirare un rigore o una punizione se ci sono Pirlo, Seedorf, Kakà, Ronaldo, Pato o Inzaghi? Quando sono arrivato il mio "antagonista" sulla fascia destra era Cafu: bastavano 20 minuti non concentrati e la domenica dopo giocava lui. Era imprescindibile rimettersi in discussione e dimostrare tutto da capo".
© RIPRODUZIONE RISERVATA



/www.pianetamilan.it/assets/uploads/202603/b839990833f44d26537f820dabc7f3a5.jpg)