Molti tifosi, invece, pensano che l'attacco sia totalmente da rifondare...
“Ovviamente non li puoi vendere tutti, però considerando l’umore dei tifosi è una risposta che ci sta. Il tifoso rossonero è esasperato, ed è comprensibile. E pensare che nel girone di andata si facevano tutt’altre considerazioni, anche perché Allegri otteneva un rendimento medio-alto da parte di tutti. Il Milan è rimasto a lungo lì, agganciato alla vetta: se avesse vinto in casa della Lazio si sarebbe ancora giocato il sogno di infastidire l’Inter”.
Nel corso dell'intervista, Mauro si è soffermato anche su Rafael Leao, calciatore finito spesso sotto ai riflettori a causa delle sue prestazioni molto poco convincenti: sarà addio a fine stagione?
“Un giocatore strano. Il problema è che il calcio di adesso è fatto di affidabilità, consistenza, percentuali di partite da giocare ad alto livello per gente che guadagna così tanto. A quel livello devi saper fare la differenza l’80 per cento delle volte in cui scendi in campo, non essere così incostante. Le grandi squadre hanno bisogno di gente affidabile, altrimenti una grande squadra non la diventi”.
“Quello che ho detto di Pulisic vale anche per lui. Leao può giocare solo in una squadra che può permettersi il lusso di un giocatore con non garantisce più di 10-15 partite al livello necessario. Il problema è capire chi te lo prende… Oltretutto ha un ingaggio non indifferente”.
Da Nkunku ad Allegri...
—Successivamente, l'opinionista si è spostato a parlare di Christopher Nkunku, ma il giudizio non è stato poi così positivo:
“Non mi piace proprio. Non mi pare abbia dribbling, non ha il colpo di testa, anche se è vero che ha giocato poco”.
Curiosamente, però, Mauro ha voluto affrontare il tema marcature: ecco chi, secondo lui, è il più difficile da marcare in rossonero:
“Beh, mi ripeto: Gimenez. Ha il gol nel sangue, è uno duro, cattivo, devi stare attento ad avvicinarti, è spigoloso e veloce”.
Sul tipo di centravanti da prendere nella prossima sessione di mercato, il concetto è ben chiaro:
“Uno alla Osimhen, una che faccia reparto da solo, che trascina la squadra, bravo sia in contropiede sia a difesa schierata. Uno alla Vlahovic, ovviamente quando sta bene e quando non pensa di risolvere le partite da solo... A me piaceva molto anche Scamacca prima dell’infortunio”.
In orbita Milan, negli ultimi mesi, è circolato abbastanza il nome di Dusan Vlahovic, calciatore serbo della Juventus in scadenza di contratto. L'attaccante, e. non è un segreto, piace molto a Massimiliano Allegri e, nella scorsa finestra di calciomercato, ha provato più volte a portarlo in rossonero, senza risultati positivi:
“In realtà non so quanto Juve e Milan possano reggere la concorrenza delle squadre estere. Va anche detto che se Dusan finisse in rossonero, la Juve si mangerebbe le mani perché rinforzerebbe una diretta concorrente. Inutile dire che al Milan sarebbe utilissimo. Io però al suo posto andrei in un altro campionato. Al Milan andrei solo se il club fosse ancora di Berlusconi”
Un tema molto discusso in stagione è stato lo scarso funzionamento dell'attacco rossonero: colpa dell'allenatore o dei giocatori?
“Tutte e due le cose. Il gioco dipende molto dalla vena dei singoli. Un rendimento alto l’hanno tenuto solo Rabiot e Modric, il calo generale è dimostrato anche dalle recenti difficoltà in fase difensiva.Io dico solo che nel calcio occorrono conoscenza, competenza e tradizione. Di certe cose devono parlare allenatori e direttori sportivi, gli altri devono tacere. È una regola bellissima perché definisce le responsabilità”.
Lei quanto è allegriano? Nel senso: prima di tutto la fase difensiva e poi il resto?
“Io sono per l’equilibrio. Una squadra che attacca in undici e difende in due non mi piace. Se attacca in undici e difende in undici nella metà campo avversaria va bene. Altrimenti prendi gol in contropiede da sfida scapoli-ammogliati. Ma la mia filosofia prevede come prima cosa la ricerca del gol”.
In chiusura, Mauro ha voluto soffermarsi su Milan-Juventus, match non proprio brillante:
“Non sarà l’ultima partita di questo tipo, quando c’è la paura di perde può succedere, non mi scandalizzo. C’è anche il tema degli allenatori che devono ridare credibilità al calcio italiano: se offri spettacoli simili, la gente la allontani. Se fossi un dirigente, all’inizio dell’anno direi chiaro a tutti: noi giochiamo per vincere”.
Allegri: sarà addio o rimarrà sulla panchina rossonera?
“Dove lo trova uno migliore, il Milan… Però devono dargli giocatori adeguati agli obiettivi”.
La nostra analisi
—Analizzando le sue parole, un tema che divide molto è quello legato al nome di Santiago Giménez, L'ex opinionista, infatti, sostiene che il 'Bebote' possa essere una possibile risorsa futura per il Milan, motivo per cui il club debba continuare a puntare su di lui la prossima stagione. Ma la domanda è inevitabile: è giusto dargli una nuova possibilità?
L'investimento fatto dal Diavolo, sia in termini economici che progettuali, è stato importante, ma fino ad oggi il rendimento è stato ben al di sotto delle aspettative. I numeri, infatti, sono impietosi: il calciatore, nel corso della stagione, non ha mai segnato, e le sue prestazioni in campo sono state piuttosto negative.
C'e però un aspetto da non sottovalutare. La stagione non è ancora conclusa, e all'orizzonte c'è il Mondiale, che potrebbe rappresentare una vera e propria svolta sia tecnica che mentale per il giovane messicano. Gimenez, infatti, ha l'occasione per far cambiare pensiero al Milan, che magari potrebbe decidere di puntare nuovamente su di lui.
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