«Il Milan, l’ultimo mese, era visivamente un pugile all’angolo che aspettava il cazzotto del ko. Io stesso non ero molto sicuro si potesse andare in Champions, le successive indiscrezioni trapelate sono state veramente fastidiose. È facile buttare benzina sul fuoco quando non si raggiunge l’obiettivo."
Per l'ex mediano rossonero, l'unica via di uscita è lavorare meglio a livello di società: l'ex rossonero infatti consiglia vivamente di trovare una persona che sia presente costantemente all'interno del club, un po' come nei tempi passati:
"Come se ne esce? Bisogna lavorare meglio a livello societario. E avere una figura presente, con voce in capitolo, esattamente come era un tempo. Sarà irraggiungibile perché i Berlusconi, Galliani e Braida non li trovi facilmente e ora parti quantomeno già da un problema: quello che non puoi avere le prime scelte. Una volta i giocatori volevano venire solo al Milan, ora non è così».
Spazio, però, anche alla ricostruzione della rosa rossonera., con Eranio che ha voluto consigliare alcuni nomi da cui ripartire. Riflettori puntanti anche sul ruolo dell'allenatore:
«Se vuoi vincere devi programmare, magari credendo anche di più nei giovani italiani. Terrei Modric, Rabiot, Pavlovic, l’unico forse migliorato in questo campionato, Bartesaghi, Pulisic e Maignan. Come allenatore avrei puntato su De Zerbi o Maresca, che però si sono già accasati altrove. Il Milan non è una corazzata, ma era più forte di altri rivali, disputava solo una competizione di fatto, e aveva la possibilità di andare in Champions. Non do tutte le colpe ad Allegri, ma quando non raggiungi i risultati, la prima testa che salta è quella dell’allenatore».
© RIPRODUZIONE RISERVATA


/www.pianetamilan.it/assets/uploads/202503/322681e1ce99422e9df9d0a483e577f9.jpg)
/www.pianetamilan.it/assets/uploads/202605/0d78cd6cb0409abefa9892eeefd13bda.jpg)