Il proprietario del Milan e numero uno di RedBird svela le gerarchie societarie del club: "Approvo ogni singolo centesimo, il mio potere è unilaterale"

- Milano
Gerry Cardinale, managing partner RedBird e proprietario AC Milan, accoglie il nuovo allenatore Rúben Amorim nel centro sportivo di Milanello

Milan, Amorim a Milanello: al centro sportivo lo accoglie il proprietario Cardinale

Nelle ultime ore sono arrivate dichiarazioni destinate a far discutere e a chiarire, una volta per tutte, i pesi e gli equilibri all'interno del club di Via Aldo Rossi. Gerry Cardinale, fondatore e managing partner del fondo RedBird, nonché proprietario del Milan, ha rilasciato un'importante intervista ai microfoni di Calcio e Finanza.

L'imprenditore statunitense ha voluto spiegare nel dettaglio come funziona la gerarchia decisionale ed economica del club, delineando una linea di comando chiarissima: all'interno di 'Casa Milan' la posizione di vertice è occupata unicamente da lui, e qualsiasi operazione finanziaria o di mercato deve necessariamente passare dal suo benestare.

Gerry Cardinale, managing partner fondo RedBird e proprietario AC Milan, qui durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo allenatore dei rossoneri, Rúben Amorim

Le parole del numero uno di RedBird non lasciano spazio a interpretazioni e fissano i paletti sul modus operandi societario: "Nessuno al Milan ha diritti di approvazione, a qualsiasi soglia, sul mercato dei trasferimenti, a parte me. Io approvo ogni singolo centesimo, e sono l’unico a dare il via libera finale sul calciomercato. Nel modo in cui operiamo il mio potere di approvazione è unilaterale". Una presa di posizione forte, che accentra sul proprietario la firma finale di ogni singola transazione del Diavolo.

Il lavoro di squadra e il ruolo dell'area tecnica rossonera

Questo controllo totale sulle finanze e sulle scelte strategiche non cancella, tuttavia, il confronto quotidiano con i dirigenti presenti a Milano e con la nuova guida tecnica. Cardinale ci ha tenuto a precisare che il processo di scouting e la scelta dei profili ideali per rinforzare la rosa rimangono un esercizio collettivo, che coinvolge tutte le anime del club, a partire dai suggerimenti dell'allenatore fino alle valutazioni degli uomini mercato.
"Una cosa importante: come ho detto in conferenza stampa, facciamo le cose come una squadra. Quindi il team continuerà a fare raccomandazioni e lavoriamo come una squadra. Abbiamo molti input dall’allenatore e dal mio team. Ma alla fine, quando arriva il momento di prendere una decisione, la approvo io", ha concluso il patron statunitense. Una precisazione fondamentale che spiega la sinergia strategica del club: i dirigenti e l'allenatore propongono, analizzano e consigliano, ma l'ultima parola sui cordoni della borsa spetta solo ed esclusivamente a Gerry Cardinale.

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