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Ariedo Braida (ex dirigente AC Milan) | AC Milan News (Foto Getty Images)
A quarant'anni di distanza da quel 20 febbraio 1986, giorno in cui il Milan venne rilevato da Silvio Berlusconi, si torna a rivivere una delle pagine più iconiche della storia rossonera. A raccontare quell'epoca irripetibile è Ariedo Braida, dirigente del Milan dei grandi trionfi, che in una lunga intervista al 'Corriere della Sera' ha ripercorso quegli anni straordinari. Di seguito le dichiarazioni sul come è avvenuta la conoscenza con Adriano Galliani e il giorno del primo incontro che ebbe con Silvio Berlusconi.
Su come ha conosciuto Galliani: "Ai tempi del Monza. Ero il centravanti della squadra ma, al contrario dei miei colleghi che si dilettavano in infinite partite a carte, la sera preferivo andare a cena con i dirigenti. Avevo la curiosità di ascoltare e imparare da persone più esperte e istruite le logiche aziendali. Mi presero in simpatia e fu Adriano poi a consigliarmi di smettere di giocare per iniziare a fare il direttore sportivo. Il binomio Galliani-Braida, a livello dirigenziale, iniziò nel 1981 in Brianza".
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Sull'incontro con Berlusconi: "Il giorno che io considero magico è quello della convention al Castello di Pomerio, quando in estate Berlusconi convocò tutti i dipendenti e ci diede la mission: “Dobbiamo diventare la squadra più forte al mondo”. Io rimasi folgorato dalla sua visione. È stato fantastico, un onore scrivere la storia. Guardi, sono appena uscito da un bar dove ho incontrato un signore che ha voluto fare una foto con me. Non lavoro più al Milan dal 2013 ma il senso dell’impresa che è stata realizzata è rimasto".
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