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Franco Baresi (ex difensore AC Milan) | AC Milan News (foto Getty Images)
Il 20 febbraio 1986 segnò una svolta epocale: con la firma che sancì il passaggio di proprietà, Silvio Berlusconi diede il via a una nuova era per il Milan. Per molti sostenitori rossoneri fu come rinascere, l'alba di una stagione di trionfi destinata a entrare nella leggenda. A quarant'anni di distanza da quel giorno, l'allora capitano Franco Baresi ricorda i momenti vissuti dall'avvento di Berlusconi in poi, tra grandi successi e momenti non ancora conosciuti. Ecco alcune delle parole dello storico numero 6 rossonero a 'Il Giornale'.
Sulla prima visita di Berlusconi a Milanello: "Arrivò in elicottero in un mattino molto freddo, c'era la neve nei vialetti di Milanello. Lui si presentò in modo molto semplice e diretto. Utilizzò poche parole, puntò piuttosto a organizzare il lavoro servito per trasformare in pochi mesi la società in un club moderno. A noi calciatori portò in dono un calice d'argento Cartier".
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Su come Berlusconi ha cambiato il Milan: "Qualche mese dopo ci riunì, prima dell'avvento di Arrigo Sacchi scelto come allenatore, al castello di Pomerio. Nell'occasione ci diede la famosa mission: diventare la squadra più forte al mondo. Sulle prime quel traguardo così impegnativo venne salutato da un diffuso scetticismo anche perché la precedente stagione non si era conclusa con un risultato esaltante. Un anno dopo avevamo già lo scudetto sul petto. Non ho dovuto aspettare molto tempo per capire che sarei riuscito a trasformare in successi reali tutti i miei sogni".
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