Il Milan mi prese dalla Rondinella, spendendo 11 milioni. Tantissimi per un sedicenne. E Rocco non perdeva occasione per ricordarmelo: ‘Con tutto quello che ti abbiamo pagato devi volare in allenamento’. E così via tutto il tempo. Sembrava un burbero, ma con me è sempre stato paterno. È venuto anche al mio matrimonio, lui come Rivera».
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Su Rivera: «Gianni era il Milan. Ci rappresentava in tutto e per tutto. Lui, Trapattoni e Cudicini erano i veri leader del gruppo. Rivera parlava poco, ma quando lo faceva stavano tutti ad ascoltarlo. C’era un senso di rispetto che andrebbe insegnato al giorno d’oggi».
Sul Fatal Verona: «Fatal Verona? Venivamo da una partita massacrante a Salonicco in Coppa. Eravamo stanchissimi. Ricordo Rocco che protestava per il mancato rinvio della gara. Io ero in camera con Chiarugi, non dormimmo tutta la notte per la tensione. A Salonicco c’erano quattro gradi, a Verona circa quaranta. Sembrava di stare in un frullatore. Mi viene in mente il lungo silenzio dello spogliatoio dopo la sconfitta».
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