Sull'esperienza: "È un'esperienza che mi piace molto, anche per l'ambiente in cui si svolge. Diletta Leotta è bravissima nel far sentire tutti a proprio agio con empatia, senza mai cercare la polemica gratuita e non facendo mai mancare un sorriso. Poi ci sono talent eccezionali con cui confrontarsi parlando di sport, conoscendo storie, dettagli, vissuti, tutto ciò che è prezioso per migliorarsi. Ho trovato anche una redazione giovane, preparata, entusiasta e coinvolgente. È un po' come rivivere una dinamica di squadra in cui ogni componente ha un ruolo legato all'altro e forse è proprio per questo che mi trovo bene e mi diverto. Non c'è insomma soltanto un piazzarsi davanti alle telecamere e dire due parole sulla partita".
Sulla somiglianza tra calcio e basket: "Il mondo del calcio e quello del basket sono molto più vicini di quanto si possa credere. Basti pensare a quanti tifosi raccolgono certi campi storici in Italia e all'estero. Questo spesso crea un'identità, una pressione, un seguito, una rivalità che possiamo ritrovare in entrambi gli sport. Quello che mi ha sempre affascinato del calcio è quanto sia ampliato tutto ciò rispetto alla pallacanestro. Dal punto di vista del mestiere dell'allenatore, poi, mi incuriosisce molto capire e studiare le dinamiche di gestione di gruppo: tanti giocatori e quindi tante teste da gestire, uno staff più allargato, tante situazioni in cui il mister deve mettere mano. Altro aspetto che unisce calcio e basket oggi è l'utilizzo sempre più massiccio delle analisi dei dati, che permettono di sviscerare una partita sotto tanti punti di vista che aiutano a pensare in maniera trasversale".
Il giudizio su Allegri e il Milan
—Su Allegri: "Il lavoro di Massimiliano Allegri è riconosciuto da tutti come straordinario e con buona ragione. Al di là che si possa riaprire o meno il discorso scudetto, ha di fatto raggiunto con grande anticipo l’obiettivo primario della stagione ovvero il ritorno in Champions League. Ma oltre i risultati ottenuti, c’è da sottolineare a mio parere soprattutto come abbia ridato al Milan uno status di alto livello degno della sua storia. Considerando il primo anno come quello in cui si gettano le fondamenta, fare meglio di così credo fosse molto difficile".
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Sulla contestazione in casa Lazio: "Sono situazioni emotive molto forti da vivere e da gestire. Credo che in casi come questi la cosa più importante per un allenatore sia riuscire a creare una bolla di protezione all'interno della quale la squadra può lavorare cercando maggiore serenità e concentrazione possibile, lavorando sulle proprie qualità per farle emergere. È il modo migliore per avere il giusto rispetto sia da parte dei tifosi, che giustamente vogliono il massimo dalla loro squadra, sia dalle parte del club che è il datore di lavoro. Alla luce di ciò, mi pare proprio che Maurizio Sarri e il suo gruppo stiano procedendo in questa direzione con un campionato affrontato con serietà e professionalità e anche con una Coppa Italia fin qui da protagonisti".
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