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INTERVISTE

Koné e il suo futuro: “Non so dove giocherò l’anno prossimo, vediamo cosa succederà”

Alessia Scataglini
Alessia Scataglini
Ismael Koné, centrocampista del Sassuolo, e seguito dal Milan, ha voluto parlare del suo futuro ai microfoni della 'Gazzetta dello Sport'

Ismael Koné, centrocampista del Sassuolo, continua ad essere accostato sempre di più ai colori del Milan, ma il suo futuro, almeno per il momento, è ancora tutto da scrivere. Intervistato in esclusiva dai microfoni de 'La Gazzetta dello Sport', il calciatore neroverdi ha voluto fare il punto della situazione.

Il classe 2002 ha voluto parlare sia del suo futuro, che di altre tematiche. Sul piano internazionale, Konè si prepara a vivere il suo secondo Mondiale a soli 23 anni, un traguardo che non fa altro che sottolineare la crescita del giovane centrocampista. Nella lunga discussione, ovviamente, si è parlato anche della mancanza dell'Italia al torneo. Ecco, di seguito, le sue parole:

Milan, senti Konè

Sul suo futuro Koné ha dichiarato:

"Sono sincero: non lo so. Vediamo cosa succederà, ma sono concentrato su ciò che devo fare. Sono felice di stare al Sassuolo e della fiducia del club. Poi ci sarà il Mondiale".

Soli 23 anni e si appresta a giocare il secondo Mondiale, che crescita. Il calciatore ha voluto anche affrontare la mancanza dell'Italia nel torneo, rivelando come sia rimasto sorpreso dell'esclusione


"Sono molto sorpreso dell’assenza dell’Italia perché la vostra nazionale è molto talentuosa. Io sono felice: in Qatar giocai il Mondiale con una ventina di partite da professionista alle spalle. Adesso ho più consapevolezza. Tre mesi fa non realizzavo quanto grande fosse l’evento che vivremo e ospiteremo. L’ultima volta che sono stato in Canada ho respirato l’eccitazione generale. Non vedo l’ora che inizi perché la squadra è cresciuta e io pure: so quanto sono migliorato in questi quattro anni e ringrazio Dio per avermi dato di nuovo questa possibilità". 

Durante l'intervista poi, il centrocampista è voluto ritornare a parlare dell'esperienza al Marsiglia sotto la guida dell'Italiano Roberto De Zerbi: un rapporto colposo tra i due, ma che il calciatore ha ritenuto formativo, soprattutto per e visioni calcistiche diverse:

"Siamo due persone che amano il calcio, ma con due visioni diverse. Lui ha davvero una passione incredibile. In quel periodo io avevo qualche difficoltà e probabilmente non riuscivo a dargli subito ciò che voleva. A Marsiglia sono stato bene, è stata una bella esperienza, ricordo la bravura dei compagni e il calore dei tifosi. Non sarò mai abbastanza grato per ciò che ho vissuto lì anche se non è andata come avrei voluto. Non dirò mai nulla di male su Roberto: magari poteva avere più pazienza con me e io potevo evitare di rispondergli. Cose che succedono. Fu una discussione come tante: lui vuole che in mezzo al campo si facciano uno o due tocchi, ma io ho bisogno di un po’ di libertà. Voglio cercare la giocata. Lui lo sapeva, ma quel giorno si arrabbiò".