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Santiago Gimenez, attaccante del Milan, è stato operato alla caviglia | (Getty Images)
Dopo le parole di qualche giorno fa (leggile qui) l'attaccante del Milan Santiago Gimenez ha parlato di nuovo, stavolta a 'ESPN': "È stato difficile, perché ci sono state alcune settimane in cui giocavo con dolore. L’infortunio ha iniziato a peggiorare sempre di più. Ho dovuto fermarmi, ma ora voglio solo guardare al presente e al futuro, non vivere nel passato. Sono motivato perché sento di stare facendo un buon recupero e spero che tra qualche settimana potrò tornare a giocare", queste le parole del messicano sull'infortunio alla caviglia: "Sì, va avanti da molto tempo. All’inizio era solo un piccolo dolore e, come calciatori, se abbiamo un po’ di dolore continuiamo a giocare. È normale per noi. Ma penso sia stato un errore".
Gimenez continua con le sue parole: "Voglio solo stare bene con la caviglia. Penso che questo sia l’obiettivo principale. Voglio essere al 100%. E se sto bene con la caviglia, credo che tutto il resto arriverà automaticamente. Dopo, continuare verso il Mondiale. Per il Mondiale sarò pronto". L'operazione anche in vista del prossimo Mondiale: "Sì, assolutamente. Lo scorso maggio non riuscivo a credere di avere questa opportunità con il Milan, con il Mondiale, con la mia nazionale, con la mia gente. Ma poi il dolore ha iniziato a farsi sentire ed è arrivato il momento di decidere: operarsi o no. È una stagione importante con il Milan e poi c’è il Mondiale, quindi è stata una decisione difficile. Ma alla fine, ora che è passato un mese dall’operazione, posso dire che è stata la decisione migliore. Adesso sono davvero felice di essermi operato e non vedo l’ora di tornare più forte".
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Al Milan gioca con Pulisic in attacco. C'è rivalità tra Messico e USA? "Questa è sempre una discussione nello spogliatoio con tutti. Ci fanno battute o ci chiedono: “Chi è più forte, USA o Messico?”. Io inizio a dire Messico, Pulisic inizia a dire USA ed è una lotta nello spogliatoio, ma sempre con affetto! Se giochiamo una partita con le nostre nazionali, siamo nemici, siamo rivali. Ma nello spogliatoio è uno dei miei migliori amici. Siamo sempre insieme e spero che, se non gioca contro il Messico, faccia bene. Ma se gioca contro il Messico, ovviamente se devo fermarlo, lo faccio! Ma è stato davvero un grande amico in questo momento difficile. Abbiamo molte cose in comune. Ci piace la NFL: lui tifa Jets, io Dolphins. A volte vado a casa sua, facciamo un barbecue e guardiamo la NFL".
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