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PIANETAMILAN news milan interviste Frick: “Calciatore grazie al Milan. Ibra snobbava il mio Liechtenstein. Jashari fenomeno”
INTERVISTE

Frick: “Calciatore grazie al Milan. Ibra snobbava il mio Liechtenstein. Jashari fenomeno”

Daniele Triolo Redattore 
Mario Frick, classe 1974, ex attaccante di Arezzo, Verona, Ternana e Siena in Italia, ha rilasciato un'intervista in esclusiva a 'La Gazzetta dello Sport' oggi in edicola. Ecco le sue dichiarazioni, in cui viene tirato il ballo anche il Milan ...

Mario Frick, ex attaccante di Arezzo, Verona, Ternana e Siena in Italia, ha rilasciato un'intervista, in esclusiva, a 'La Gazzetta dello Sport' oggi in edicola. Dal 2021 allena in Svizzera: è il tecnico del Lucerna. Ecco, dunque, uno stralcio delle sue dichiarazioni.

Frick: "Entrai negli spogliatoi del Milan: vidi van Basten, Gullit. Lì dissi ..."

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Su cosa avrebbe fatto se non avesse fatto il calciatore: «Per tre anni ho lavorato in un ufficio finanziario, mi occupavo di conti e scartoffie. Una noia, ma dovevo avere un piano B».

Su quando virò sul calcio: «Alla fine degli anni 80, a 14 anni, mio padre mi portò a 'San Siro' a vedere il Milan. Grazie a un amico entrammo negli spogliatoi e vedemmo i giocatori. Marco van Basten, Ruud Gullit, Franco Baresi, Paolo Maldini .... Lì dissi che avrei fatto il calciatore».

Sull'esperienza all'Hellas Verona in Serie A e una particolare maglietta sfoggiata dopo un gol: «In panchina c’era Alberto Malesani, l’allenatore da cui ho imparato di più. Iniziai a giocare da ottobre in poi. E segnai 7 gol. Come nasce la maglietta? Me la regalò un tifoso. “Se segni, la mostri”, mi disse. A dicembre, contro il Brescia, infilai due gol ed esultai con la maglia “la vie c’est fantastique quando segna Mario Frick”. Se la ricordano ancora, peccato per la retrocessione. C’erano problemi finanziari, nel girone di ritorno non abbiamo preso una lira. Eravamo scontenti, incazzati, ma forti. Alberto Gilardino, Adrian Mutu, Mauro Camoranesi, Massimo Oddo, Vincenzo Italiano. Ma come si fa a retrocedere con una squadra così?».


Sulla sua esperienza nella Nazionale del Liechtenstein e su come è stato vincere soltanto 9 partite su 125 giocate: «Sono stato l’unico a perdere cento partite con la nazionale, ma nessuno mi toglierà mai la vittoria contro l’Azerbaigian, la prima, o il 2-2 contro il Portogallo vicecampione d’Europa. Ho difeso la maglia per 22 anni, dai 19 ai 41. Incassare 5 gol a botta era terribile, ma nessuno ci ha mai snobbato. Solo Ibra scrisse nel suo libro che si annoiava a giocare contro di noi o San Marino. Io per il mio Paese ho giocato pure centrale difensivo con la 10, dando spallate a tutti».

Sulla possibilità di allenare in Italia: «Sì, mi piacerebbe, da voi sono stato da Dio. In estate ho parlato con il Pisa, ma hanno scelto Gilardino, con cui giocavo a Verona. Destino. Ora sono concentrato sul Lucerna, da cui sono passati Ardon Jashari e Aleksandar Stankovic, il figlio di Dejan: ho allenato due fenomeni, vedrete».