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Le parole di Simic su Inzaghi | AC Milan News (Getty Images)
Dario Simic ha vestito la maglia del Milan dal 2002 al 2008, vincendo da protagonista due Champions League. L'ex difensore croato, arrivato in rossonero direttamente dall'Inter, si è raccontato in una lunga intervista concessa ai microfoni della 'Gazzetta dello Sport'. Di seguito, un estratto delle sue parole.
IL RETROSCENA SULLA JUVENTUS: "Dico una cosa che sanno in pochi: prima di giocare per Inter e Milan, sono stato vicino alla Juventus. Nel 1996 sono stato in ufficio con la Triade. Io, Moggi, Giraudo e Bettega. Stavo per firmare. Poi la mia famiglia ha deciso che era meglio non andare: avevo vent'anni, era ancora tempo della guerra. Sono venuto in Italia dopo il Mondiale '98".
I SUOI ANNI AL MILAN: "Ero molto amico di Pippo Inzaghi. Quando si usciva con lui, ogni dieci minuti c'era una ragazza che lo avvicinava: Pippo per le ragazze era il numero uno. Il gruppo era ottimo. A me dicevano che dormivo sempre perché ero un po' tra le nuvole, nel mio mondo. Se qualcuno veniva con i jeans fuori moda, li vedeva sparire. Ricordo anche alcune mutande giudicate non all'altezza e appese in spogliatoio. I più eleganti erano Kaladze, Borriello, Pirlo. I peggiori i brasiliani... ma non facciamo nomi".
I RICORDI PIÙ BELLI IN ROSSONERO: "Nel 2003 la magia si creò con il genio di Ancelotti, che spostò Pirlo davanti alla difesa. Era un visionario, un padre, una persona squisita. Nel 2007 giocavo poco. Io nascevo difensore a tre o centrale, da terzino non potevo esprimere le mie qualità. Il 4-3-2-1 per i terzini è difficilissimo, non hanno nessuno davanti. Oggi non lavoro più come osservatore del Milan e nemmeno per la Dinamo Zagabria. La mia famiglia ha il 70% dei boccioni d'acqua della Croazia, si usano per gli uffici e nelle case. Io e mio fratello poi abbiamo 22 bar".
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