© RIPRODUZIONE RISERVATA
- Calciomercato
- News economiche Milan
- Redazione
Leonardo Bonucci, ex giocatore del Milan | Getty images
Leonardo Bonucci, ex difensore di Milan, Juventus e della Nazionale Italiana, ad oggi uno dei collaboratori di Gennaro Gattuso in Nazionale, è stato intervistato dai microfoni di 'Cronache di Spogliatoio'. L'ex difensore azzurro ha voluto parlare di alcuni allenatore, soffermandosi in particolare su Massimiliano Allegri. Ecco, di seguito, le sue parole:
«Ho avuto la fortuna di essere stato allenato da allenatori importanti e ognuno mi ha lasciato qualcosa. Nelle intuizioni credo che Allegri sia stato il più grande. Nelle caratteristiche del giocatore e nel metterlo nelle condizioni migliori ha fatto scelte che sembravano assurde e poi hanno portato risultati. Nella tattica in generale quello che mi ha dato di più è stato Conte. Quando è arrivato con noi è partito da un 4-2-4, è passato al 4-3-3, al 3-5-2 e sapevamo a occhi chiusi sempre cosa fare».
Su Gattuso al Milan: «Questo ti permette di acquisire conoscenza, di aumentare il tuo bagaglio, mi sono segnato tante cose su un quaderno. Insieme a Rino al Milan venivamo da un periodo veramente difficile e lui mi disse: ‘Leo siamo in un momento complicato, vanno fatte le cose semplici’. Poi Ventura a Bari con la palla sulle punte a incrociare… Sono stato fortunato e oggi ho il sogno di fare l’allenatore, ma loro mi hanno lasciato qualcosa che mi ha acceso la lampadina».
«Qual è il mio ruolo in Nazionale? Parlo di tutto, in questo ruolo svari da cose di campo all’essere umano. Allegri in questo è un fenomeno, non parla mai negativamente, non si lamenta mai. Il lavoro sporco lo facciamo noi, poi con il ct ci riuniamo e vediamo i dati per capire la condizione psico-fisica di un giocatore. Una volta a settimana facciamo il punto della situazione. Il mister è molto contento del lavoro di tutti e ti fa sentire importante. È la risposta più bella, ti spinge a dare sempre di più. Fa sentire importanti tutti. Uno dei miei ruoli è quello di preparare i calci piazzati offensivi e difensivi»,
© RIPRODUZIONE RISERVATA