Ma che derby sarà? "La posizione di classifica e i numeri dicono Inter, che può gestire due risultati su tre mentre il suo avversario, se ancora vuole coltivare speranze di scudetto, non può che vincere. Il Milan ha qualche problema quando gli altri si arroccano davanti alla propria area intasando gli spazi. Ma l’Inter, per vocazione e caratteristiche, invade la metà campo avversaria col fraseggio dei centrocampisti e gli assalti dei suoi esterni, pressa tenendo alta la linea; il Milan potrebbe dunque trovare le condizioni tattiche per poter sviluppare il gioco che sa far meglio, che è quello della ripartenza veloce".
Cosa è mancato alla squadra di Allegri per essere più vicina ai rivali? Solo un centravanti da 15-20 gol o in generale un gioco più offensivo? "Secondo me la qualità del centrocampo rossonero è simile a quella del corrispettivo nerazzurro. Jashari, per esempio, è stato fuori per tanto, ma è un giocatore universale, può fare molte cose sia in interdizione che in fase offensiva. La differenza è davanti: l’Inter ha quattro attaccanti di altissimo livello, il Milan no. Pulisic, che coi suoi dribbling aveva fatto da apriscatole delle difese fino a novembre, si è fatto male e non è tornato ancora ai suoi livelli".
Milan, ecco l'11 ideale di Serena
—In porta Fabio Cudicini: "Ero un bambino e vedevo questo portiere tutto vestito di nero, alto e magro, con la brillantina nei capelli: idolo".
In difesa, scelta una linea a quattro.
Mauro Tassotti: "È del ’60 come me, abbiamo giocato insieme al Milan quando in testa aveva una cespo enorme di capelli. Sembrava un cantante americano di musica soul".
Franco Baresi: "La perfezione: uno così completo dal punto di vista calcistico e così leader, non l’ho mai più trovato".
Cesare Maldini: "È stato il mio allenatore nella Nazionale olimpica ai Giochi di Los Angeles. Ricordo la sua grande umanità".
Paolo Maldini: "Uno dei top di sempre. Paolo Maldini, basta questo".
A centrocampo mediana a due con un trequartista di rara qualità.
Giovanni Trapattoni: "Come Cesare, è stato mio allenatore. Da giocatore ha fatto la storia del Milan. Nutro grande affetto per lui".
Andrea Pirlo: "È uno di quelli che avrei sempre voluto alle mie spalle".
Gianni Rivera: "Simbolo del calciatore pensante, non soltanto per la sua bravura coi piedi. Merita di stare da solo in mezzo al campo perché era un unicum, appunto".
In attacco tre palloni d'oro per un reparto stellare.
Andriy Shevchenko: "Attaccante formidabile, persona mite. L’ho sempre ammirato per la sua compostezza".
Marco van Basten: "Ci ho giocato insieme: qualità uniche. Se non è il più forte centravanti della storia, ci va vicino".
George Weah: "Come attaccante, il mio contrario: era capace di vincere le partite da solo, partendo anche a 80 metri dalla porta".
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L'allenatore scelto da Aldo Serena per guidare questo undici fenomenale è Nereo Rocco. Questo il motivo della scelta: "Il tecnico degli anni della mia infanzia, impressi a fuoco nella memoria".
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