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Di Gennaro: “Milan, Allegri ha portato professionalità. Verona? Non possono più perdere”

Alessia Scataglini
Alessia Scataglini
Antonio di Gennaro, ex centrocampista italiano, è stato intervistato dai microfoni di Tuttosport: le parole sul Milan di Allegri...

Antonio di Gennaro, ex centrocampista italiano, è stato intervistato dai microfoni di Tuttosport. L'ex calciatore ha voluto spendere alcune parole sul Milan di Allegri: riuscirà a centrare la Champions League? Successivamente, l'ex azzurro ha deciso di spostarsi  un po' sulla Nazionale e su chi, secondo lui, dovrebbe salire in FIGC. Ecco, di seguito, le sue parole:

 Partiamo con i rossoneri: rischiano davvero di stare fuori dalla Champions?

«Cè stata un' involuzione di gioco e risultati, probabilmente è il punto più critico della stagione. Allegri cercherà con la sua serenità di compattare la situazione e di recuperare determinati calciatori. Forse questo periodo rispecchia anche tutta l'annata: detto che l'Udinese è una buona squadra, la verità è che il Milan ha perso dei punti incredibili con le piccole».

Deve essere Modric il trascinatore della squadra? «Lui è sempre stato il condottiero del Milan da quando è arrivato, è quello che magari in questo momento difficile potrà mettere a posto la situazione, con lui anche Maignan e Rabiot. Modric è al Milan perché l'ha chiamato Allegri, mi faccia dire che quest'anno, anche grazie alla sua esperienza, è capitato facesse un altro sport, ci sta che in un momento di flessione generale pure lui ne sia coinvolto. Ma spero che resti al Milan pure nella prossima annata. E vero che ha 40 anni, ma i campioni come lui servono sempre. Modric ha fatto quello che tutti speravamo, un giocatore così migliora tutti, anche i giovani, che se vogliono imparare e diventare più forti, vanno a nozze con fuoriclasse di questo calibro».

Allegri non ha mai parlato di scudetto: «E ha fatto bene! Sapeva la reale forza della squadra. Lui è arrivato e ha messo a posto tutto. perché l'anno scorso, ricordiamoci, i due allenatori, quello che cera e che non c'era, l'organizzazione, i giocatori che facevano quello che gli pareva... Allegri ha portato professionalità e a prescindere del gioco della squadra, quando parli con i calciatori del Milan tutti evidenziano il lavoro del proprio allenatore. Allegri non solo capisce di calcio, ma pure le dinamiche connesse. Sapeva che la squadra non era pronta per lo scudetto».


Verona sarà decisiva per la Champions o rischia di essere ancora fatale?

Una partita molto più che importante. Sappiamo anche i trascorsi storici di questo match. Il Milan ha tutto da perdere, serve una gara di grande livello, è come se si giocasse un derby... I rossoneri non possono più perdere punti con le cosiddette piccole».

Cosa ne pensa di Leao? Dovrebbe essere ceduto a fine stagione? Si è capito che non ama giocare da punta. E anche quando viene schierato come attaccante esterno, questo atteggiamento che è un po' pure la sua indole, resta. Leao e gli altri attaccanti rossoneri, tranne Pulisic che ultimamente però si è un po' perso, non hanno dato ad Allegri quello che si aspettava. Arrivasse un'offerta da 50/60 milioni per Leao... Allegri comunque non è uno sprovveduto. Devi anche valutare l'eventuale sostituto. Pensi alla scorsa estate con Hojlund, andato al Napoli subito dopo l'infortunio di Lukaku: quell'acquisto è stato determinante per i campani, il danese sarebbe servito al Milan».

Passiamo all'Italia: da dove deve ripartire il nostro calcio? "Dalla struttura. Ora si riparla di quanto aveva scritto Roberto Baggio, ma perchè? Solo perchè siamo fuori per la terza volta consecutiva dal Mondiale.  Noi eravamo la Spagna vent'anni fa. Adesso è cambiato tutto. In Italia si punta sul fisico, non sulla tecnica, lo dicono gli addetti al lavoro, non io. Adesso i giovani hanno paura di dribblare. Le assicuro che parliamo di queste cose da vent'anni! Ma tutto parte a monte. Secondo lei gli allenatori delle giovanili vogliono vincere o far migliorare i ragazzi? Vogliono vincere! Ma così non va. Bisogna lavorare sulla tecnica, prepararli, educarli. Come ha detto De Rossi servirebbe un programma sviluppabile in 10-15 anni. Ma abbiamo noi la volontà e la forza di aspettare? Non lo so».

Chi metterebbe a capo della Figc? "Io metterei sempre una figura che ha fatto calcio: un Maldini. un Baggio... Conte ct? Sarebbe una garanzia, come Allegri del resto, ma per prima cosa, ripeto, deve esserci la struttu-ra, come in una società. E serve pazienza. Si ricorda i primi anni di Klopp al Liverpool? Ecco, a proposito di Klopp, lui per me è unidolo Fosse per me lo porterei subito in nazionale, tutta la vita uno come lui».