Sui derby giocati finora a Milano: «Il 3-0 nella semifinale di ritorno della scorsa Coppa Italia. Nei derby è difficile godersi l’incontro perché sono sempre duri e pieni di duelli. Quella volta invece mi sono divertito e non la dimentico».
Sul 3-2 in finale di Supercoppa Italiana a Riyadh (Arabia Saudita): «Sì, è stata una rimonta incredibile, anche se l’ho vissuta in maniera un po’ diversa perché ero in panchina. Guardare è quasi più difficile che giocare e le emozioni sono diverse, ma anche quella sera ero comunque molto felice».
"Atmosfera particolare. In Serbia partite sentite e tese, ma qui è diverso"
—Sul derby di Milano diverso dalle altre partite: «Sì perché l’atmosfera è particolare. In Serbia sono cresciuto in ambienti simili, con partite sentite e tese, ma qui è diverso: ho la sensazione che si inizi a parlare del derby un mese prima. Tutti sono concentrati su questa sfida e sembra che non ci sia niente di più importante che vincerla».
Sull'Inter favorita perché prima in classifica: «No. Nei derby non esistono favoriti. Lo abbiamo visto anche la scorsa stagione: in campionato abbiamo fatto fatica e siamo arrivati ottavi, ma i derby li abbiamo spesso vinti. Il derby fa storia a sé».
Sul duello evitato con Lautaro Martínez, infortunato: «L’Inter ha quattro attaccanti che sono davvero molto bravi e hanno caratteristiche differenti. Cercherò di prepararmi per tutti, poi vedremo chi giocherà. Io mi alleno sempre al 100%, indipendentemente dall’avversario».
Su Francesco Pio Esposito: «È giovane, ha fame e molte qualità. Vuole dimostrare il suo valore e per la sua età è molto forte: è un pericolo e dobbiamo prepararci anche per lui».
Su Rafael Leão che ha detto che il derby è una partita 'da vita o morte': «Sono d’accordo con Rafa. Possiamo dire che è la partita più importante della stagione, un match speciale: chiunque a Milano sa quanto conta».
"Prima di scegliere il Milan parlai con Jovic, Milenkovic e Vlahovic"
—Sull'atmosfera che si respira in spogliatoio rispetto alle altre gare: «Siamo professionisti e dobbiamo prepararci allo stesso modo per ogni incontro, però è vero che nell’aria si sente l’emozione per il derby in arrivo».
Pavlovic sui campioni del passato che hanno indossato la maglia del Milan: «Basta fare una passeggiata a Milanello per capire quante leggende hanno giocato qui: le foto sono ovunque, nella sala da pranzo, nello spogliatoio, in palestra .... Mi rende felice indossare la stessa maglia che hanno indossato loro. È una sensazione bellissima, difficile da descrivere».
Sull'eventuale chiacchierata con altri giocatori serbi che hanno giocato in Italia prima di scegliere il Milan: «Ho chiamato Luka Jovic che la scorsa stagione era qui, ma mi sono informato anche con Milenkovic e Vlahovic per sapere di più sul campionato italiano».
Sulla principale differenza tra la Serie A e i tornei dove ha giocato prima: «Il Milan è il club più grande in cui ho militato finora e la Serie A è più forte rispetto ad Austria, Francia e Serbia. Qui è tutto diverso: non esistono partite facili e in questi due anni scarsi ho imparato più che nei sei precedenti della mia carriera. Per un difensore è la lega perfetta per crescere».
Pavlovic su Massimiliano Allegri che ha detto che il Milan doveva migliorare la fase difensiva rispetto alla stagione 2024-2025: «Il mister mette molta attenzione sulla difesa e abbiamo fatto tanti progressi. Il merito però non è solo dei difensori perché serve l’aiuto di tutti: gli attaccanti e i centrocampisti ci danno una bella mano».
"Siamo contenti rispetto all'anno scorso. Ma c'è un po' di rammarico perché ..."
—Su cosa ha imparato da Allegri: «Tantissime piccole cose. Ho iniziato a prestare attenzione a dettagli che prima non consideravo e che fanno la differenza».
Sull'eventuale soddisfazione per il campionato del Milan finora: «È una domanda difficile. Rispetto all’anno scorso siamo contenti: l’obiettivo a inizio stagione era entrare tra le prime quattro e siamo in corsa per raggiungerlo. Però guardando il nostro rendimento, penso che avremmo potuto avere più punti, quindi un po’ di rammarico c’è. Mancano ancora undici partite e faremo tutto il possibile per ottenere il massimo. Andiamo avanti partita dopo partita e alla fine vedremo dove saremo arrivati».
Pavlovic sul perché il Milan fatica spesso contro le squadre medio-piccole: «Se guardiamo i risultati con le prime sei in classifica, abbiamo tante vittorie perché siamo più pericolosi nelle ripartenze e nelle azioni veloci. Facciamo più fatica contro le squadre che si difendono con il blocco basso, quando abbiamo tanto possesso. Miglioreremo».
"Soffro Pulisic in allenamento, è veloce e sfugge via. Spero torni a segnare: è fondamentale"
—Sul Milan che, anche secondo Ricardo Kaká, deve credere ancora allo Scudetto in caso di vittoria del derby: «Nulla è ancora finito. Mancano undici giornate e l’importante è restare uniti e dare il massimo fino all’ultimo minuto».
Su Leão che ha consigliato a tutti di stare a casa per concentrarsi: «Io sto quasi sempre a casa e non esco molto. Rafa ha ragione e questo principio vale sempre, non solo per il derby. La preparazione è fondamentale».
Sull'avversario più difficile negli allenamenti: «Leao è molto difficile da fermare, ma io soffro soprattutto Pulisic. È il tipo di giocatore che non va allo scontro: è veloce e ti sfugge via. Non puoi entrare forte perché trova il modo di sgusciarti via, come un serpente».
Su Pulisic che deve sbloccarsi e tornare a segnare come nel 2025: «Lo spero. Lui è forte e per noi è fondamentale».
Su Matteo Gabbia, che starà fuori un mese per un'operazione di ernia inguinale: «Gli auguro una pronta guarigione, come gli ho già scritto per messaggio. Ci mancherà: è una grande persona prima ancora che un grande giocatore».
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Sul messaggio ai tifosi per un 'San Siro' sold out nel derby: «Grazie per il supporto perché sono sempre il nostro dodicesimo uomo. Proveremo a vincere il derby anche per loro. Domenica saremo pronti».
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