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De Laurentiis sul tema stadi: “Come posso competere con Milan e Inter senza un impianto da 70 mila posti?”

Redazione
Il Presidente del Napoli De Laurentiis si è espresso sul tema ristrutturazione del Maradona. Nel suo intervento, anche un paragone con Milan e Inter, nuovi proprietari dello stadio San Siro

Il tema stadi è uno dei maggiori argomenti di dibattito in un tutto il paese. Dopo che nelle ultime settimane è arrivata l'ufficialità della vendita dello stadio 'San Siro' a Inter e Milan, altre squadre di Serie A sembrano pronte a iniziare un percorso che porti alla modernità degli impianti italiani, che non reggono il confronto con le altre nazioni europee. Una di queste sembra essere il Napoli del Presidente Aurelio De Laurentiis, che nelle ultime ore sembra aver definitivamente chiuso le porte a una ristrutturazione profonda dello stadio Diego Armando Maradona.

Ecco le sue parole, riportate da 'Calcio e Finanza', pronunciate dal palco del Napoli Racing, in cui ammette una profonda differenza con Milan e Inter. "Lo dico senza giri di parole: il Maradona va ripensato da zero. Non si può ristrutturare mantenendo tutto com’è. Bisogna sedersi con le Sovrintendenze e dire chiaramente che serve un progetto nuovo, funzionale e moderno. Bisogna chiamare i migliori: architetti giapponesi, americani, europei, chiunque possa contribuire a ridisegnare la città in modo spettacolare e utile. Napoli deve rinascere".

Il patron azzurro ha poi aggiunto: "Manfredi deve guidare un nuovo Rinascimento, non quello del passato ma uno proiettato nel futuro, in dialogo con l’intelligenza artificiale e con la modernità. L’AI è una grande opportunità ma anche un rischio: serve una guida. E poi c’è il tema stadi. A Londra hanno demolito e ricostruito. Qui si discute perfino se abbattere il Maradona. Ci servono parcheggi, servizi, spazi moderni. Come posso competere con Milan e Inter senza uno stadio da 70 mila posti, senza 120 skybox moderni, se nei bagni non c’è nemmeno spazio per un antibagno? Non siamo in Africa: siamo a Napoli, la culla della civiltà mediterranea, un ponte verso il futuro".