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Il Milan vive un momento tutt'altro che florido: sconfitte a ripetizione, gol che non arrivano, la qualificazione in Champions League che rischia di sfuggire. Eppure, in un momento in cui si dovrebbe restare tutti uniti per uscire dalla crisi, sui quotidiani sportivi emergono i 'rumors' di una possibile defenestrazione dell'allenatore Massimiliano Allegri e del direttore sportivo Igli Tare in luogo dell'accoppiata Vincenzo Italiano-Tony D'Amico per volere dell'onnipotente amministratore delegato Giorgio Furlani.
Il quale, come si ricorderà, già l'anno passato spingeva per questa soluzione. Michael Cuomo, giornalista di 'TeleLombardia', intervenendo sul canale 'YouTube' del collega del 'Corriere della Sera', Carlos Passerini, non le ha mandate a dire. "Gli attuali dirigenti del Milan pensano di insegnare calcio agli altri: io questa presunzione non la capisco. Perché nel calcio attuale le cose si sanno. Basta con le favole ai tifosi! Perché questi sono tifosi a cui viene chiesto di pagare il biglietto 150 euro per guardare uno spettacolo indegno della storia del Milan. E poi, se vai allo stadio, vedi gente che se parli di anello rosso o di anello blu si guarda le mani".
"Per questo motivo, non sono soddisfatto della risposta che mi ha dato Allegri ieri", ha proseguito Cuomo che, in conferenza stampa alla vigilia di Milan-Atalanta, ha chiesto ad Allegri se avesse percepito, nei dirigenti rossoneri, la reale volontà di vincere e se, almeno lui, al contrario di chi sta al quarto piano di 'Casa Milan', stesse dicendo la verità ai tifosi sull'aria che si respira all'interno del club. "Io mi sono rivolto all'unica persona di cui i tifosi oggi si fidano. Mi aspettavo, o quantomeno speravo, che Allegri facesse come Gian Piero Gasperini! Perché Gasperini, facendo quello che ha fatto, ha salvato la Roma, chiudendo la lotta interna in dieci giorni", ha detto Cuomo.
"L'essere aziendalisti non aiuta più ad un certo punto. Perché tanto la squadra certe cose le sa. Voi pensate che la squadra non sapesse cosa succedeva in società nell'anno dello Scudetto? Ma Stefano Pioli e Paolo Maldini dissero ai giocatori: 'Oh, compatti noi. Compatti noi'. Allegri in settimana ha richiamato a questo senso di responsabilità, però con questa rosa non si può fare troppa filosofia", ha chiosato il giornalista sportivo con notevole preoccupazione.
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