Tra i tanti temi toccati nell'intervista con 'Repubblica' anche quello del razzismo. "Da ragazzo mi è successo. Sul momento ci resti male, ma quando una persona dice o fa qualcosa di ignorante ci passo sopra. Non so se è giusto, forse dovrei arrabbiarmi. Di recente è capitato anche a mio fratello. Gli ho fatto capire che nella vita ci sono persone cattive, ne incontrerà altre. Deve provare a non farsi intaccare".
"Voglio fare un passo alla volta. Ma un giorno spero di giocare in Nazionale"
—Cissè è nato a Treviso e ha raccontato anche come è andata la sua infanzia: "I miei sono arrivati dalla Guinea. Cercavano una vita migliore. Sono stati in diverse città, alla fine si sono stabiliti a Treviso, dove sono nato. Hanno fatto tanti sacrifici. Mio padre Saloussy fa l'operaio, finiva alle 05:30 e correva a casa per portarmi agli allenamenti, nonostante fosse stanchissimo. Mamma Habibatou lavora in hotel come cameriera: con lei andavo al campo in bus, dopo lunghe camminate. È stato difficile per loro, ma non mi hanno mai fatto sentire inferiore rispetto agli altri".
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Infine, una chiosa sul futuro che vuole costruirsi: "Voglio fare un passo alla volta, tenere i piedi per terra. Ma un giorno spero di giocare in Nazionale. Quando gioco alla PlayStation su Fc26 scelgo sempre il Liverpool. Sogno di ripagare i miei genitori per i sacrifici che hanno fatto per noi, dirgli grazie non è abbastanza. Vorrei regalare loro una casa nuova. E spero presto di avere la forza di farli smettere di lavorare. Sono sicuro che ce la farò, è la cosa a cui tengo di più".
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