Borsino dello "spareggio". «L'esperienza insegna che non è mai il caso di avventurarsi in previsioni. Però si può anche tranquillamente dire, ricordando le previsioni di agosto, che il Napoli ad organico al completo è superiore al Milan e sta al fianco dell'Inter. Poi è successo di tutto, una serie di infortuni che nessuno avrebbe potuto azzardare, ed è cambiata la scena».
Partita tecnica, tattica o nervosa. «Tutto assieme, affidata a due grandi strateghi della panchina, gli allenatori più vincenti di questo campionato. Se il Milan è stato capace di restare sempre in scia lo deve molto al proprio allenatore; così come il Napoli, che ha avuto un'emergenza altrimenti insostenibile».
Sulla pressione: «Io personalmente preferirei stare avanti, con sei punti di vantaggio ad otto partite dalla fine. E gli altri si arrangino pure. Ma siamo grandi e vaccinati per non ricordarci di clamorosi precedenti».
Già possibile scegliere gli uomini-chiave di questa gara a tre? «Verrebbe da dire i soliti, poi dipende dalle situazioni. L'Inter ha qualcuno da recuperare e ritrovarselo per il match contro la Roma di Gasperini finirebbe per aiutare. Mi pare di capire che Napoli e Milan la giocheranno con quelli che ci sono: dunque, punto sul sicuro. La classe di Modric è indiscutibile e lui come De Bruyne è capace di indirizzare da solo una partita. Volendo, punterei sui centravanti e quello che mi sembra stia meglio di tutti ora è Hojlund».
Percentuali se ne danno? «Non è il caso. Però la classifica sta lì: i sei punti dell'Inter sono oro; ma Milan e Napoli o Napoli e Milan non molleranno di un centimetro. E la gara del Maradona ne eliminerà inevitabilmente una. Questa mi sembra l'unica certezza».
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