Milan-Juventus, il doppio ex Capello: "Devono tornare a competere per lo Scudetto"
—Capello sulla Juventus che si presenterà a 'San Siro' a 63 punti, a -3 da Milan e Napoli: "Prima la Juventus stava andando piano, ma adesso ha trovato l’equilibrio tattico: non subisce gol da tre partite. Spalletti ha recuperato sette punti al Milan, che recentemente ha frenato".
Sulla differenza tra arrivare seconda, terza o quarta o se conta solo andare in Champions: "Allegri è stato chiaro fin dall’inizio: l’obiettivo è tornare in Champions e ormai lo ha raggiunto. Penso che Max guardi al vantaggio su Como e Roma, non a quello sulla Juventus. Idem Spalletti. Le analisi di fine stagione non vanno fatte sulla posizione di classifica, ma su quello che serve per tornare a vincere. La qualificazione in Champions deve essere un obiettivo minimo per due club così. Milan e Juventus devono tornare a competere per conquistare lo Scudetto".
Sullo Scudetto 2026-2027 e chi ha più chance di vincerlo tra Milan e Juventus: "La Juventus. Spalletti ha più giocatori nel pieno delle forze, sta finendo in crescendo il campionato e i rinnovi del tecnico, di Kenan Yıldız, Weston McKennie e Manuel Locatelli sono la dimostrazione che le idee sono chiare in società. Prolungare i contratti degli uomini chiave trasmette serenità anche all’ambiente: si evitano i disturbi dei tormentoni. Luka Modrić ha cantato e portato la croce tendendo spesso in piedi il Milan, ma mi domando: dovesse restare, potrà confermarsi su questi livelli a 41 anni?".
Su cosa direbbe se fosse al posto di Allegri e Spalletti nelle riunioni di mercato con i dirigenti di Milan e Juventus: "Direi quello che ho sempre detto quando allenavo: non servono 5-6 acquisti. Ne bastano 2 o 3, però devono essere di alto livello. Meglio se campioni. Allegri e Spalletti aggiungendo 2-3 big sono da Scudetto».
Sugli acquisti che servirebbero alla Juventus: "Si sentono tanti nomi, io andrei sul sicuro: Kim Min-Jae del Bayern in aggiunta a Gleison Bremer e Bernardo Silva, in scadenza col Manchester City. Il portoghese è sempre al posto giusto e a 31 anni può spostare ancora gli equilibri in Italia: è un colpo che potrebbe avere lo stesso impatto di Andrea Pirlo nella Juventus scudettata di Antonio Conte".
Capello su Dušan Vlahović e Robert Lewandowski tra Milan e Juventus: "Su Lewandowski ragionerei attentamente. Il fiuto del gol non si perde nemmeno a 37-38 anni, ma la forza sì. Il polacco segnerà sempre, però quando ti avvicini ai quaranta è più complicato fare la punta che il centrocampista. Vlahovic ha meno tecnica, ma più prospettiva. Spalletti lo conosce bene. Con Lewandowski, però, si vince".
"Allegri sarebbe adatto per la Nazionale. Ma sono decisioni che uno deve sentirsi dentro"
—Sugli acquisti che servirebbero al Milan: "Allegri ha bisogno di un centravanti e Vlahović sarebbe perfetto. Vedrei bene anche Leon Goretzka in mezzo al campo e Kim in difesa. Bisogna vedere anche cosa ci si può permettere economicamente".
Su che pittori sarebbero Allegri e Spalletti: "Max è un Fontana: diretto al risultato, come i famosi tagli sulla tela dell’artista. Luciano è più un De Chirico, il suo calcio è metafisico".
Su Allegri prossimo Commissario Tecnico della Nazionale Italiana: "Fossi nel Milan blinderei Max: ha svolto un ottimo lavoro e la prossima stagione ripartirebbe col vantaggio di conoscere già i giocatori. Se io fossi in Allegri? La Nazionale è sempre una tentazione e lui sarebbe anche adatto. Sono decisioni che uno deve sentirsi dentro. Quando mi chiamò l’Inghilterra, decisi subito di accettare perché ero convinto di poter ottenere grandi risultati. Mi resta il rimpianto del gol fantasma annullato a Frank Lampard contro la Germania al Mondiale 2010. Saremmo passati da 0-2 a 2-2, chissà …".
Su Milan-Juventus di domenica sera a 'San Siro' e su chi vede favorito: "La Juventus sta meglio e per tradizione è una squadra che non soffre San Siro, è una questione psicologica. Può perdere o vincere, ma storicamente se la gioca a Milano. Sarà così anche stavolta. Il Milan non sta attraversando il suo momento migliore, però ha l’opportunità di chiudere i discorsi Champions. Una cosa è certa: non mi aspetto un biscotto, anche perché cucinarlo bene non è mai facile e si è visto anche in Napoli-Milan. Tutti a pensare al biscotto e poi alla fine ha segnato Matteo Politano e la squadra di Conte ha vinto".
Su chi avrebbe trovato spazio, nel suo Milan e nella sua Juventus, delle attuali rose: "A Modrić avremmo trovato un posto in campo, a Yıldız almeno in rosa. Ma soltanto loro due".
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