C’è un top player che invece non è riuscito a prendere ma avrebbe voluto a tutti i costi?
«Totti. L’ho corteggiato tante volte: sia da ragazzino sia dopo che era diventato un campione affermato. Lui però è sempre stato di parola: non voleva lasciare la Roma e infatti è rimasto lì tutta la carriera. Lo rispetto molto per questo, anche se ogni volta che ci incontriamo gli dico ‘Francesco peccato che non mi hai ascoltato, avresti vinto il Pallone d’Oro’».
Restando in tema di rimpianti: ci fa il nome di un giocatore che ha reso meno di quanto credesse.
«Facile: Patrick Vieira, un centrocampista formidabile. Lo prendemmo nel novembre del 1995 quando aveva soltanto 19 anni. In quel Milan pieno di campioni fece fatica a trovare spazio e noi sbagliammo nel non aspettarlo. Mi fa piacere che qualche anno fa abbia dichiarato che sono il suo papà italiano. Ero sicuro sarebbe diventato un grande giocatore, ma in quel Milan la concorrenza era altissima».
© RIPRODUZIONE RISERVATA



/www.pianetamilan.it/assets/uploads/202604/1bbd741dac1f3ab1ca36a97930737ba4.jpg)