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Genoa-Milan da ex, Colombo: “Ibrahimovic ti insegna qualcosa che non puoi spiegare a parole”

Daniele Triolo Redattore 
Lorenzo Colombo, attaccante classe 2002 del Genoa cresciuto nel Milan, ha parlato in esclusiva a 'La Gazzetta dello Sport' oggi in edicola. Ha raccontato un retroscena su Zlatan Ibrahimovic e sul perché lo chiamassero tutti Gabriel Batistuta da...

Lorenzo Colombo, attaccante classe 2002, è cresciuto nel settore giovanile del Milan ma da pochi giorni, di fatto, è un attaccante interamente di proprietà del Genoa. Trasferitosi, infatti, in prestito con obbligo di riscatto condizionato al 'Grifone' l'ultima estate di calciomercato, Colombo diventerà ufficialmente tutto rossoblu per aver segnato almeno 5 gol (ne ha fatti 7), giocato almeno 22 partite (ne ha disputate 35) e perché la sua squadra ha centrato la salvezza.

Colombo, un Genoa-Milan da ex

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«Da nessuna parte sono rimasto più di una stagione. Avevo in testa l’idea di mettere radici in questo club, lo sento un po’ come casa. Per la sua storia, per la passione che trasmette questo ambiente e per ciò che rappresenta», ha commentato Colombo in un'intervista in esclusiva rilasciata a 'La Gazzetta dello Sport' oggi in edicola. Sarà avversario, domenica o lunedì, del 'suo' Diavolo in Genoa-Milan di campionato e ha avvisato i rossoneri della bolgia che troveranno allo stadio 'Ferraris'. «Assolutamente sì, e non sono certo il primo a dirlo. I tifosi sembrano entrare in campo, le assicuro che per un avversario è un clima pesante», l'opinione di Colombo alla 'rosea'. Presumibilmente, contro il Milan giocherà titolare in una gara che il Genoa, pur privo di assilli di classifica, giocherà al massimo delle sue potenzialità.

Ibrahimovic e quel paragone con Batistuta

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Rimasto ad ogni modo legato ai colori rossoneri, almeno per affetto e riconoscenza, Colombo ha ricordato un aneddoto particolare. Nelle giovanili rossonere lo chiamavano Gabriel Omar Batistuta. Perché?

«Avevo i capelli lunghissimi, ancora più di oggi e senza la fascetta in testa. Inoltre, calciavo forte per essere piccolino, ed è nato il paragone. Ma il mio vero modello è Zlatan Ibrahimović. L’ho avuto come compagno di squadra al Milan, è stato qualcosa difficile da raccontare. Averlo al fianco ogni giorno ti insegna qualcosa che non puoi spiegare a parole. Lì ho compreso il campione che è stato. E qui entriamo nel discorso mentale di ottenere qualcosa in più: ci riesci grazie a giocatori come lui, oltre che al lavoro che in quegli anni fece Stefano Pioli».


Il paradosso Colombo: Milan, ma quanto hai speso inutilmente?

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Il Milan è ancora alla ricerca di una prima punta strutturata fisicamente e in grado di garantire un buon bottino di gol. Il paradosso è che ha speso 30,2 milioni per Santiago Gimenez e il prestito di Niclas Füllkrug, i due centravanti oggi in rosa, per ricavare la miseria di un gol in tutta la stagione. Un gol in due contro i 7 di Colombo. Ora, non stiamo urlando al solito 'rimpianto' Colombo, come si fa di solito sui social, ma è paradossale che il Milan abbia speso tanto per avere di meno, rispetto a quello che aveva già in casa: e cioè un italiano, cresciuto nel settore giovanile, attaccato al Milan e per di più utile alle liste UEFA. Colombo, sia chiaro, non avrebbe risolto i problemi del Milan, ma sperperare quei soldi è servito?