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Ambrosini su Gattuso: “Quando voleva andare via dal Milan non ci credevo”

Ambrosini su Gattuso: 'Quando voleva andare via dal Milan non ci credevo'
Il CT dell'Italia Gennaro Gattuso deve trovare la vittoria con la Bosnia per il Mondiale. Massimo Ambrosini ne ha parlato. Ecco l'estratto da 'La Gazzetta dello Sport'
Emiliano Guadagnoli
Emiliano Guadagnoli Redattore 

L'ex centrocampista del Milan Massimo Ambrosini è stato intervistato da 'La Gazzetta dello Sport' parlando del CT dell'Italia nonché suo ex compagno di squadra Gennaro Gattuso. Ecco qualche pillola interessante. Come è nato il suo rapporto con Gattuso? "Nel 1999 lui è arrivato al Milan dalla Salernitana, l’estate dopo lo scudetto che avevamo vinto con Zaccheroni. Ci eravamo conosciuti durante un raduno dell’Under 21: lui mi chiedeva del Milan e io della Scozia, dove era stato prima di tornare in Italia. Com'era all'epoca? Affamato di conoscenza, pieno di entusiasmo e di sana voglia di emergere. E poi aveva umiltà e coraggio. Era contagioso... Non potevi non volergli bene".

Ex Milan, Ambrosini su Gattuso

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Ambrosini parla anche del lato caratteriale di Gattuso: "Gattuso ascolta sempre quello che gli viene detto, anche quando è arrabbiato. La sua testardaggine non gli impedisce di analizzare un consiglio. Caratterialmente da giovani ci univa l’ambizione. Questo sentimento ci ha resi rivali per un posto in squadra: lui ha giocato più di me e con il tempo io ho capito che era giusto. Entrambi però eravamo famelici nell’amore per quello che facevamo e per la maglia che indossavamo".


Il momento più bello vissuto insieme? "Inevitabile dire le vittorie perché quelle ti uniscono. E quindi la Champions alzata ad Atene è stata indimenticabile. Anche fuori dal campo però stiamo bene insieme: in montagna siamo vicini di casa e spero, prima o poi, di convincerlo a venire con me a fare una bella camminata. Perché per lo sci penso non sia molto portato...". E poi quello più difficile: "Quando voleva conficcare una forchetta nella schiena di Pirlo per una battuta e mi sono messo in mezzo... No, dai, faccio il serio. Il momento più difficile è stato quando ho letto sui giornali che poteva lasciare il Milan, ma non ci credevo, così gli chiesi se era vero e lui mi disse di sì. Sentii dentro un grande dispiacere".