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INTERVISTE

Ambrosini: “Piansi da solo a Milanello per l’addio di Ancelotti, Maldini e dei miei compagni”

Alessia Scataglini
Alessia Scataglini
Massimo Ambrosini, ex centrocampista del Milan, ha voluto raccontare le emozioni provate dietro all'addio di alcune figure storiche rossonere

Ospite nel podcast di Cronache di Spogliatoio, Massimo Ambrosini, ex calciatore e capitano del Milan, si è lasciato andare raccontando le emozioni provate al momento dell'addio di Carlo e Maldini, ma non solo. Nel corso della lunga chiacchierata, l'ex calciatore rossonero ha voluto ripercorrere i momenti più delicati vissuti all'interno dello spogliatoio alla notizia dell'arrivo di Leonardo, arrivato per il post Ancelotti, sulla panchina del Milan.

Successivamente, Ambrosini ha voluto parlare anche degli addii che hanno poi segnato la fine di un Milan vincente. L'ex centrocampista rossonero ha parlato dell'addio di Paolo Maldini, figura storica del mondo Milan, e dell'impatto avuto nello spogliatoio.

Durante la chiacchierata, ovviamente, Ambrosini ha voluto parlar anche dell'addio dei senatori: Alessandro Nesta, Gennaro Gattuso e Filippo Inzaghi, andati via tutti insieme al termine della stagione del 2012. Ecco, di seguito, le sue parole

Milan, parla Ambrosini

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"Quando Galliani ci ufficializzò che arrivava Leonardo, e lo fece nello spogliatoio di Firenze durante l'ultima partita di Paolo, ufficializza quello che tutti sapevamo. Perché Paolo finiva e anche Carlo... Per Leonardo fu difficile perché lui avvertì nello spogliatoio un senso di scoramento grosso.  Un minimo di imbarazzo, secondo me, lui lo subì. Perché la botta psicologica della fine di Paolo, della fine di Carlo...Tutti e due insieme condensati in una giornata così.


Io e Andrea (Pirlo)  piangevamo con lui lì, ma senza vergogna. La carica emotiva era talmente alta che lui lo disse con un tono quasi enfatico. Però purtroppo la perdita era talmente grande che il gruppo non era pronto ancora ad accogliere la novità.

 'Ma Carlo e Paolo non vi avevano già parlato prima individualmente?' Era un'ovvietà, non era una notizia che ci ha colto impreparati.  Però il momento emotivo era talmente grosso per le perdite che quel momento lì, io mi ricordo anche quel misto di tristezza che era dominante, quell'entusiasmo che non poteva avere nell'accogliere una persona che arrivava nel tuo gruppo sopraffatto dalla tristezza per le perdite che avremmo avuto.

 La giornata precedente, l'addio dei miei compagni. Il famoso addio a San Siro, di Nesta, Rino, Pippo. Il senso di solitudine... Io andai a piangere in un campo da solo in mezzo a Milanello. Non volevo che mi vedessero.  Avevo un misto di paura, tristezza, disorientamento.  Mi ricordo dove andai, cosa feci, cosa avevo voglia di fare. Non riuscivo a stare dentro la camera, dovevo andare fuori. Ho pianto per una situazione. Capì che era finito. Che quella roba lì è finita."