Su quali parole dedicherebbe al Milan: "Grazie. È il club che mi ha lanciato in prima squadra, che ho amato e che amo. Sono stato molto bene al Milan: non volevo andarmene. Ma quando è iniziata la stagione ho capito che non sarei stato protagonista: ci sono state varie situazioni che non ho apprezzato".
"Non mi è stata data la responsabilità che pensavo di meritare. Dovevano credere di più in me"
—Sulle situazioni a cui si riferisce: "Non mi è stata data la responsabilità che pensavo di meritare, dovevano credere di più in me. Vi faccio un esempio. A inizio stagione ho chiesto la maglia numero 2: ci tenevo per la tradizione di grandi terzini. Mi hanno risposto di no: dicevano che non ero pronto, che ero troppo immaturo. Si sbagliavano. Da lì, è vero, ho perso concentrazione e sono arrivato alcune volte in ritardo".
Sulla goccia che ha fatto traboccare il vaso, quel messaggio privato in cui si è sfogato contro Massimiliano Allegri: "È stata una cazzata. Non penso che Allegri sia un ‘allenatore di merda’ e lo dimostra la sua storia. Stavo uscendo da una partita, non avevo giocato ed ero arrabbiato: ho sbagliato la persona a cui mandare il messaggio. Dal primo giorno ho chiesto scusa ad Allegri: non penso quel che ho scritto. E lui ha accettato le mie scuse. Ma tutte queste situazioni mi hanno tolto serenità e sono stato anche io a dire alla società di cercare soluzioni: il Milan è un club che amo e non volevo sentirmi male o influenzare negativamente la squadra con un mio cattivo momento".
Sul perché il Milan 2024-2025 sia arrivato ottavo: "Non penso sia mai stato un problema di allenatori. Era un problema di squadra: dovevamo avere più fiducia in noi stessi. Il calcio è così, un anno fai male e quello dopo fai bene, guardate adesso".
Su quali compagni del Milan sente ancora: "Mi sento spesso con Davide Bartesaghi, abbiamo avuto un percorso simile al Milan: sta giocando tanto e sono molto felice per lui".
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Sulla possibilità di ritornare, un giorno, nel Milan: "Ora sono concentrato sul Bournemouth, sono contento e sto giocando bene. Però certo, amavo il Milan e non chiuderò mai le porte a un club che mi ha dato tutto. Se oggi sono qui a giocare in Premier è anche grazie al Milan. Solo il tempo dirà".
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