PIANETAMILAN news milan interviste Álex Jiménez: “Grazie Milan, ti amo. Ecco perché sono andato via. Il messaggio contro Allegri? Una cazzata”
INTERVISTE

Álex Jiménez: “Grazie Milan, ti amo. Ecco perché sono andato via. Il messaggio contro Allegri? Una cazzata”

Daniele Triolo Redattore 
Álex Jiménez, classe 2005, laterale spagnolo oggi al Bournemouth, al sito web di Gianluca Di Marzio è tornato a parlare del suo addio al Milan avvenuto in estate. Anche se, a quanto pare, inizialmente non avrebbe voluto andare via. Le...

Álex Jiménez, classe 2005, laterale spagnolo trasferitosi nell'ultimo calciomercato estivo in prestito dal Milan al Bournemouth e recentemente riscattato dalle 'Cherries' per un totale complessivo di 24 milioni di euro bonus inclusi (il 50% della parte fissa dell'operazione è andato al Real Madrid), ha rilasciato un'intervista in esclusiva al sito web di Gianluca Di Marzio. Ecco, dunque, le sue dichiarazioni.

Ex Milan, Álex Jiménez si confessa

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Sulla sua nuova esperienza in Inghilterra: "Per me è un sogno giocare in Premier League. Sono felice del mio momento. È vero, la Premier è più fisica di Serie A e Liga, ma mi trovo molto bene qui. La mia qualità principale è la velocità e questo è l’ambiente giusto per esprimerla".

Sulle differenze che ha trovato tra Real Madrid, Milan e Bournemouth: "Sono cresciuto nei due club più importanti del mondo. Qui al Bournemouth si vive in modo più tranquillo, c’è meno pressione. I tifosi sono sempre al nostro fianco, nel bene e nel male".

Su come si trova nel Bournemouth con la guida tecnica di un suo connazionale: "Con Andoni Iraola il rapporto è ottimo, sono molto contento di avere una guida come lui e spero di restare con lui a lungo".


Su quali parole dedicherebbe al Milan: "Grazie. È il club che mi ha lanciato in prima squadra, che ho amato e che amo. Sono stato molto bene al Milan: non volevo andarmene. Ma quando è iniziata la stagione ho capito che non sarei stato protagonista: ci sono state varie situazioni che non ho apprezzato".

"Non mi è stata data la responsabilità che pensavo di meritare. Dovevano credere di più in me"

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Sulle situazioni a cui si riferisce: "Non mi è stata data la responsabilità che pensavo di meritare, dovevano credere di più in me. Vi faccio un esempio. A inizio stagione ho chiesto la maglia numero 2: ci tenevo per la tradizione di grandi terzini. Mi hanno risposto di no: dicevano che non ero pronto, che ero troppo immaturo. Si sbagliavano. Da lì, è vero, ho perso concentrazione e sono arrivato alcune volte in ritardo".

Sulla goccia che ha fatto traboccare il vaso, quel messaggio privato in cui si è sfogato contro Massimiliano Allegri: "È stata una cazzata. Non penso che Allegri sia un ‘allenatore di merda’ e lo dimostra la sua storia. Stavo uscendo da una partita, non avevo giocato ed ero arrabbiato: ho sbagliato la persona a cui mandare il messaggio. Dal primo giorno ho chiesto scusa ad Allegri: non penso quel che ho scritto. E lui ha accettato le mie scuse. Ma tutte queste situazioni mi hanno tolto serenità e sono stato anche io a dire alla società di cercare soluzioni: il Milan è un club che amo e non volevo sentirmi male o influenzare negativamente la squadra con un mio cattivo momento".

Sul perché il Milan 2024-2025 sia arrivato ottavo: "Non penso sia mai stato un problema di allenatori. Era un problema di squadra: dovevamo avere più fiducia in noi stessi. Il calcio è così, un anno fai male e quello dopo fai bene, guardate adesso".

Su quali compagni del Milan sente ancora: "Mi sento spesso con Davide Bartesaghi, abbiamo avuto un percorso simile al Milan: sta giocando tanto e sono molto felice per lui".

Sulla possibilità di ritornare, un giorno, nel Milan: "Ora sono concentrato sul Bournemouth, sono contento e sto giocando bene. Però certo, amavo il Milan e non chiuderò mai le porte a un club che mi ha dato tutto. Se oggi sono qui a giocare in Premier è anche grazie al Milan. Solo il tempo dirà".