Il derby nel cuore:«Il primo che ho giocato, 13 marzo del ’99: 2-2 con autogol di N’Gotty, gol di Zanetti e doppietta di Leonardo. Era il Milan di Maldini, Costacurta, Boban, Leo, Bierhoff e Weah».
Il Milan di Allegri:«Personalmente ho vinto sia col 3-4-3 di Zac, che in effetti all’epoca per il Milan pareva una cosa stranissima, sia col 4-3-3 di Allegri. Di base Max è più portato per la difesa a quattro, ma evidentemente con i giocatori che ha ritiene meglio il 3-5-2. Può darsi che il gioco non sia particolarmente bello, ma sta generando indubbiamente ottimi risultati. A me comunque concettualmente il 3-5-2 non dispiace affatto. Il gioco non è esaltante, siamo d’accordo, ma poi a parlare sono i risultati. Sta facendo di più rispetto al previsto. Personalmente mi aspettavo un Milan che lottasse per il quarto posto, oggi è solidamente secondo».
Su Leao: «Ha i colpi, una presenza fisica importante. Da centravanti deve migliorare ancora i movimenti, perché resta un giocatore che ha bisogno di spazi e che con le difese chiuse fa fatica. Allegri lo allena tutti i giorni e vede cose che noi non vediamo. Il lavoro più complesso è allenarlo nei movimenti, a me da punta centrale piace. Beh, è una partita da dentro o fuori: se va male è finito il campionato, se vinci torna la speranza di riaprirlo. Ma vincere sarebbe importante anche per dare un segnale a chi sta dietro. Rafa sta maturando anche sotto questo aspetto. All’esterno ha un’immagine, all’interno un’altra. E quella all’interno vi assicuro che è migliore rispetto a quella che c’è di lui all’esterno. Io sto con lui, si porta dietro una fama che sul lavoro non corrisponde per nulla. Vorrei sottolineare per esempio l’abbraccio a Maignan dopo il gol fatto al Como: Mike aveva sulla coscienza l’errore sulla rete avversaria e Leao quando ha segnato l’1-1 si è fatto tutto il campo per andare ad abbracciare il suo capitano. Mi è piaciuto molto. Il gruppo c’è, è unito e qui è stato bravo Allegri».
Su Modric: «Non entro nemmeno nel discorso tecnico perché è superfluo. Mi limito quindi a sottolineare il suo valore aggiunto nello spogliatoio: sta facendo crescere tutti, specialmente i più giovani e questo va oltre le prestazioni. L’anno prossimo si spera di giocare la Champions e quindi c’è ancora bisogno di lui. Confido che si trattenga a Milanello».
Maignan e il gol convalidato al Parma:«Su Maignan è fallo, senza se e senza ma. Si vede benissimo come Valenti si giri di spalle apposta per fermarlo. La valutazione di Mike sulla traiettoria della palla è un po’ sbagliata, ma era in grado di recuperare la posizione. Solo che non ha potuto farlo a causa dell’ostruzione. Se non erro a Valenti nella partita successiva è stato fischiato fallo in una dinamica simile, no? In area piccola un portiere deve essere tutelato. Rinnovo? Tutto giusto, tutto come auspicavo. È una delle colonne: se vuoi costruire un futuro importante, ti devi rivolgere a quelli come lui. Se segui Filippi con umiltà, con lui fai un lavoro completo, anche dal punto di vista mentale. È il tuo confessore. Per esempio prima delle partite, quando deve capire lo stato d’animo del portiere».
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Credere nello scudetto:«Se andassimo a -7 manterremmo aperta una porta per inseguire un sogno. Non dimentichiamo che l’Inter è stata costruita per vincere e obiettivo del Milan non credo fosse lo scudetto. Sono convinto che l’obiettivo vero sia la Champions. Dopo di che, strada facendo l’appetito vien mangiando…».
Cosa è mancato fin qui:«I punti persi con le piccole in casa: Cremonese, Pisa, Sassuolo, Genoa. Sarebbero bastati anche solo quattro punti in più per vivere tutt’altro campionato»
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