"Non si organizzano le società così. Ma si ricorda quando c’erano i Berlusconi, i Moratti, i Viola? Quando non esistevano i duplete, i triplete. C’erano presidenti appassionati, legati a quei colori, presenti. Che sceglievano persone competenti, si fidavano di loro e davano loro la possibilità di gestire. Quando si sente profumo di soldi, di business, arrivano persone che rovinano tutto: guardi il signor Viperetta, Massimo Ferrero, che conosco per il cinema, cosa ha fatto con la Sampdoria. Oggi ci sono i fondi, le multinazionali, non ci sono le persone. Chi guarda i conti non guarda il calcio. A rappresentare il Milan c’è Gerry. Calà? Scotti? Ah no, si chiama Cardinale. Che non sa nulla di calcio. E si tiene uno che non sa fare quel lavoro, cioè Ibrahimovic. Grandissimo giocatore. Ma se lo metti a fare il giornalista o l’idraulico non lo sa fare. Era nella scuderia di Raiola, forse poteva diventare un bravo procuratore. Ma è un altro mestiere. Ci vogliono i contatti, le capacità, io non ho ancora capito che ruolo abbia, che lavoro sta facendo."
Successivamente, l'attore ha voluto parlare di quella che potrebbe essere la cura giusta per il Milan: secondo Abatantuono ai rossoneri servirebbe una figura potente come quella di Marotta all'Inter. Ha parlato, ovviamente, anche dei tempi di Paolo Maldini, elogiandolo per le grandi capacità di dialogo con i calciatori che, ad oggi, sono molto confusi:
"Cosa servirebbe al Milan? Una figura tipo Marotta all’Inter, una persona che sa di calcio, che conosca il club, la storia. Fa la differenza un dirigente che si mette tra chi ha i soldi e chi li deve spendere. I giocatori sono stati sbagliati, non tutti, ma la maggior parte. Stavamo bene quando c’era Maldini. Lui era capace, legato al Milan, sapeva parlare ai giocatori. Da quando è andato via, progetti confusi, calciatori sbagliati. E ora torniamo ancora indietro. Molto indietro. La nuova rivoluzione? La peggior partenza o ripartenza che si poteva immaginare. La macchina va messa a punto prima di metterla in strada. Non puoi cambiarla ogni volta che dà un problema. Ci vuole un filo diretto tifosi-giocatori-allenatori-società. Le persone che di mestiere fanno gli speculatori non sono capaci. Maldini invece era capace".
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