L'ex terzino dei biancocelesti (1997-2003) e dei rossoneri (2003-2005) ha introdotto il confronto diretto anche tra i due allenatori, Gennaro Gattuso e Rúben Amorim

- Milano
Lazio-Milan, probabili formazioni: le scelte di Gattuso e Amorim | Video

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Oggi allo Stadio Olimpico va in scena Lazio-Milan. Ci presenta la partita un doppio ex d'eccezione che conosce a memoria il peso specifico di questa sfida: Giuseppe Pancaro. Ai microfoni della redazione di PianetaMilan.it, l'ex difensore rossonero e biancoceleste ha analizzato a fondo l'incrocio tra la sorprendente capolista guidata dal suo ex compagno Rino Gattuso e il nuovo corso tattico impresso a Milanello da Rúben Amorim.

Il verdetto di Pancaro: "Gattuso un capro espiatorio, ma il Milan ..."

L'avvio a punteggio pieno della Lazio ha stupito la critica, ma per Pancaro rappresenta la naturale rivincita di un tecnico troppo spesso criticato ingiustamente. L'ex terzino non ha usato giri di parole per difendere Gattuso, allargando il discorso alla crisi strutturale del nostro movimento, prima di virare sulle reali prospettive del Milan di Amorim, ancora distante dal livello corazzata dell'Inter. Di seguito, tutte le sue dichiarazioni integrali rilasciate in esclusiva per la nostra testata.
Giuseppe Pancaro, doppio ex di Lazio e Milan, ha rilasciato un'intervista in esclusiva a 'PianetaMilan.it'

Cosa si aspetta da Lazio-Milan? “Mi aspetto sicuramente una gran bella partita. Domani allo Stadio Olimpico giocheranno due squadre che cercano di proporre gioco senza speculare sulle caratteristiche del rispettivo avversario”

E’ sorpreso dalla grandissima partenza in campionato della Lazio di Gattuso? Secondo lei, Gattuso è stato il capro espiatorio della mancata qualificazione al Mondiale? “Nessuno si aspettava questa partenza così positiva da parte della Lazio. Sono molto contento sia per la Lazio che, ovviamente, per lo stesso Rino. Per quanto riguarda la Nazionale, quando le cose vanno male si trova sempre un capro espiatorio e, in questo caso, lo è stato proprio Rino. In Italia, infatti, il vero problema è che va rifondato completamente il sistema calcio del nostro paese”.

Si attendeva qualcosa in più dal Milan di Amorim in questo primissimo scorcio di campionato? Dove può arrivare la squadra rossonera? “Amorim, visto che si siede sulla panchina del Milan solo da circa tre mesi, sta facendo un’ottima impressione. Ti dà la sensazione di essere un allenatore che possiede delle idee molto chiare e che abbia una personalità molto forte. L’aspetto più importante è il fatto che venga seguito sia dalla società che dai giocatori. Il Milan ha adesso una linea univoca. L’inizio è stato molto positivo ma, considerando che mancano dei giocatori di qualità, la squadra di Amorim non è sicuramente dello stesso livello dell’Inter. Obiettivi? Penso che il Milan faccia parte di quel gruppo di sei squadre che si giocheranno le prime sei posizioni con, ovviamente, l’Inter favorita. Subito dietro ai nerazzurri vedo la Roma”

Lei con Gattuso ha fatto parte di un Milan vincente. Al netto dei grandissimi fuoriclasse dell’epoca, cosa manca a questo Milan per far pace con i tifosi? Il problema del Milan è che ogni anno non si può cambiare tutto e, quindi, ripartire da zero. Per tornare ai fasti di un tempo, mancano sicuramente l’acquisto di tanti campioni. Ma, soprattutto, una linea tecnica da seguire per un certo numero di anni. La continuità nel calcio è un aspetto davvero molto importante”.

Visto il suo ruolo da giocatore, ai rossoneri manca un esterno? Come vede Bartesaghi? “Bartesaghi mi piace moltissimo, è un calciatore molto forte. Bisogna dargli molta fiducia, così come sta facendo Gattuso con Floriani-Mussolini (che già si era messo in mostra negli anni scorsi). Ai giovani bisogna dargli fiducia e farli giocare più possibile”.

di William Scuotto

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