PIANETAMILAN milan futuro news milan futuro ESCLUSIVA PM – La verità sul Milan Futuro: i dettagli del patto Kirovski-Vergine e il nodo panchina

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ESCLUSIVA PM – La verità sul Milan Futuro: i dettagli del patto Kirovski-Vergine e il nodo panchina

Grafica giornalistica del Milan con Zlatan Ibrahimovic come burattinaio che muove i fili sopra Vincenzo Vergine e l'area tecnica rossonera su sfondo rosso.
Milan Futuro, la verità oltre le critiche: smentite le voci di chiusura del progetto Under 23. I nuovi obiettivi, la Serie C e il nodo-Oddo
Matteo Ronchetti
Matteo Ronchetti Direttore responsabile 

Negli ultimi giorni attorno al mondo Milan Futuro si è sentito davvero di tutto. Critiche feroci, speculazioni su una presunta chiusura del progetto Under 23, voci di rivoluzioni totali e processi sommari per la mancata qualificazione in Serie C sul campo. Rumors incontrollati che non tengono conto della realtà dei fatti e dei reali piani di Via Aldo Rossi.

La realtà, come abbiamo già ampiamente spiegato nel nostro precedente approfondimento sul tema, racconta una storia totalmente diversa. Se l'anno scorso il progetto aveva sì fallito miseramente il suo obiettivo biologico, questa stagione ha rappresentato a tutti gli effetti un anno di rilancio e di semina. L'obiettivo era chiaro: disputare un campionato di vertice in Serie D (in un girone tra i più complessi e fisici in assoluto) e far giocare il più possibile i giovanissimi. In questo, il Milan non ha fallito affatto.


Spazio ai giovani e sinergia totale con la Primavera

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I numeri e i fatti dicono che l'esperimento è riuscito. Il Milan è sceso in campo con una rosa infarcita di classe 2008 e 2009, potendo contare solo su due elementi Over 30 per fare da chioccia. Hanno giocato tutti, ruotando e accumulando un bagaglio di esperienza fondamentale nel calcio dei grandi.

A funzionare in modo ottimale è stata la sinergia totale con la Primavera: vasi comunicanti regolati da veti puramente meritocratici e di minutaggio. Chi non trovava spazio in Under 23 scendeva a dare una mano in Primavera; chi si metteva in mostra nelle categorie inferiori faceva immediatamente il salto, anche se temporaneo, nel Milan Futuro. Un'orchestra sincronizzata che ha seguito un unico spartito tattico: tutte le formazioni del settore giovanile hanno adottato stabilmente il 4-3-3, prediligendo una filosofia offensiva che mette la tecnica nettamente davanti alla tattica.

La beffa del cambio di regole e la conferma del progetto

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Il vero cortocircuito stagionale è stato di natura burocratica. La dirigenza rossonera era infatti convinta di poter affrontare un percorso di pura crescita dei ragazzi, forte di una posizione di estremo favore nelle logiche dei ripescaggi. In Via Aldo Rossi c'era la forte convinzione che il ritorno in Serie C sarebbe arrivato quasi di diritto, senza la necessità stringente di vincere il campionato o passare dalla lotteria dei playoff.

Il problema si è palesato quando le regole sono state cambiate in corsa, facendo svanire improvvisamente questa corsia preferenziale. Nonostante la forte irritazione per l'imprevisto normativo, una cosa va chiarita in modo categorico: oggi non esiste alcuna intenzione di chiudere l'Under 23, anzi. Il progetto verrà ulteriormente sviluppato e potenziato.

Il ticket Ibra-Kirovski e l'intesa con Vergine

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A garanzia della continuità del progetto c'è la solidità dell'organigramma. Il legame tra Jovan Kirovski e Zlatan Ibrahimovic rappresenta il ticket dirigenziale più forte possibile per imprimere un'accelerazione decisiva al Milan Futuro. Non ci saranno ribaltoni: il management resta lo stesso, compreso Vincenzo Vergine.

Nonostante le tensioni che storicamente possono animare i piani alti delle società di calcio, tra Vergine e Kirovski è scattata la scintilla professionale. I due hanno lavorato in perfetta sintonia durante tutto l'anno, senza mai uno screzio, pianificando le strategie in totale simbiosi.

Gli obiettivi per la stagione 2026/27 e il piano di crescita

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I piani per il prossimo anno sono già tracciati e non ammettono repliche: l'obiettivo unico della stagione 2026/27 sarà vincere il campionato e prendersi la Serie C sul campo. Per farlo, il Milan utilizzerà la stessa ricetta ma con una necessaria correzione mentale.

Quest'anno troppi punti sono stati persi contro le piccole, complice un pizzico di spocchia tipico della gioventù. Errori di maturità che alla fine hanno pesato sulla classifica e che non saranno più tollerati. Dal punto di vista della rosa, i profili più pronti e formati verranno mandati a giocare in prestito in Serie C o in Serie B, mentre gli altri rimarranno in organico per completare il percorso di maturazione.

Il nodo panchina: si cerca l'erede di Massimo Oddo

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L'unica vera variazione riguarderà la guida tecnica. Massimo Oddo ha già manifestato internamente la volontà di lasciare il club. Il tecnico desidera tornare a calcare palcoscenici differenti e guidare una prima squadra tradizionale anziché un'Under 23.

Sebbene l'addio fosse dato per scontato da tempo tra le mura di Milanello, le parti non si sono ancora sedute attorno a un tavolo con i rispettivi legali per formalizzare la separazione consensuale con un anno di anticipo, dato che il contratto di Oddo scade formalmente nel 2027. Il Milan, conoscendo da mesi le sei intenzioni, si è già mosso per tempo e ha una lista di nomi pronti da contattare. L'identikit del sostituto è chiarissimo: la dirigenza cerca un allenatore che ami lavorare con i giovani, con una spiccata propensione per la didattica sul campo e che non abbia l'ossessione o l'ambizione immediata di affermarsi personalmente per capitalizzare una panchina in prima squadra.

Equilibrio e onestà intellettuale: difendiamo ciò che funziona

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Siamo stati duri e fortemente critici l'anno scorso con il Milan Futuro, e continuiamo a esserlo tutt'ora quando analizziamo le criticità della prima squadra. Tuttavia, occorre essere sempre equilibrati, onesti intellettualmente e sinceri. Quello che sta accadendo ai piani alti del Milan, tra dinamiche societarie e gestione della panchina principale, non deve in alcun modo intaccare il giudizio di quanto di buono è stato fatto "sotto", nel cuore del settore giovanile. Prendiamocela per le cose giuste, quando c'è da criticare. Ma quello che funziona, viva Dio, riconosciamolo apertamente, senza il bisogno di distruggerlo per forza. Il Milan Futuro è un patrimonio da tutelare, non un bersaglio su cui sfogare altre frustrazioni.