Incassato il no di Iraola, il Milan valuta la doppia corrente Pochettino-Rangnick in un clima di totale disorientamento dei tifosi. Ecco la nostra analisi
Il Milan vive un momento di forte confusione: i rossoneri sono senza punti di riferimento interni quando siamo a pochi giorni dall'inizio del mese di giugno che rappresenta anche l'inizio della prossima stagione, con il calciomercato estivo che incombe sempre di più. Il Diavolo non ha nessuna figura di peso nei ruoli importanti: mancano un amministratore delegato, un direttore sportivo e un allenatore. Sotto la guida di Massimiliano Allegri, il Milan ha perso la Champions League dopo aver conquistato 10 punti in 10 partite. Per Gerry Cardinale è stato un fallimento troppo grande per evitare conseguenze: esoneri per il tecnico livornese, Tare, Furlani e Moncada. Tutto questo lo scorso lunedì: oggi siamo già al 29 maggio e per il futuro del Milan non si fa altro che parlare di ipotesi, ma mancano ancora certezze.
Le ipotesi per il futuro
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Troppe ipotesi e nessuna certezza: nel Milan regna il caos tra voci di call e summit e possibili candidati che saltano e che escono fuori uno dopo l'altro. Il Milan è nelle mani di Cardinale, Ibrahimovic e Calvelli e il piano A sembrava essere quello di puntare su Iraola, che però ha detto no al progetto rossonero, senza trovare certezze all'interno del club. Ora si parla di una doppia corrente, ovvero Pochettino in panchina, oppure Rangnick al comando delle operazioni tecniche. Ma non è escluso che nel weekend ci siano ulteriori nomi, visto che continuano le call tra il trio che sta portando avanti il futuro della società.