Un contratto che avrebbe riconosciuto lo status di Maignan a leader e tra i più importanti giocatori della squadra, alla stregua di Rafael Leão. Poi, però, l'estremo difensore transalpino ha pagato l'annus horribilis del Milan 'portoghese', condotto in panchina da Paulo Fonseca prima e Sérgio Conceição poi. Sfoderando più di qualche prestazione ai limiti del disgraziato.
Il gol preso da Nadir Zortea in Milan-Cagliari, l'uscita indecente in Torino-Milan costata l'autogol di Malick Thiaw, la papera sul tiro di Igor Paixão in Feyenoord-Milan di Champions League, tanto per citarne alcune. Cosa ha fatto il Milan? Invece di far sentire il proprio sostegno al suo portiere in difficoltà, si è tirato indietro. Revocando, di fatto, la proposta sul piatto dei negoziati per il rinnovo.
Mike è deluso dal comportamento di alcuni dirigenti rossoneri
—Maignan, inutile nasconderlo, ci è rimasto molto male. Deluso dal comportamento di alcuni dirigenti, ha concluso la scorsa stagione e poi ha chiesto la cessione al Milan. È rimasto sul mercato per mesi, ha trovato un accordo con il Chelsea, pregustando la possibilità, nello scorso mese di giugno, di disputare il Mondiale per Club negli U.S.A. con i 'Blues' di Enzo Maresca. I quali, poi, hanno anche vinto quella competizione.
Il Milan, però, non ha concesso il via libera alla sua partenza per Londra, giudicando troppo pochi i 15 milioni di euro offerti dagli inglesi. Tutto ciò non ha fatto che acuire il malumore di Maignan verso la società Milan. Quando, però, è arrivato Massimiliano Allegri, qualcosa è cambiato. Il nuovo allenatore del Diavolo ha chiesto a gran voce la sua conferma in squadra. E pazienza se in scadenza di contratto.
Allegri ha detto a Maignan che lo considera uno dei portieri più forti al mondo (ribadendolo anche pubblicamente), che avrebbe avuto bisogno di lui per il suo Milan e che lo avrebbe confermato capitano. Maignan, fiutata come fosse cambiata l'aria - almeno a Milanello - dal punto di vista tecnico - è rimasto volentieri. E, con il passare delle settimane, ha ritrovato il sorriso. Con l'allenatore e con i compagni. Trovandosi anche a meraviglia con Claudio Filippi, il suo nuovo preparatore, ex Juventus.
Tornato 'Magic', il Milan ci ha ripensato. E ora?
—Il resto è il presente: Maignan è tornato 'Magic', una sicurezza tra i pali della porta rossonera. È tornato a rendere all'altezza della sua fama. La questione contrattuale, però, resta piuttosto importante e dirimente: da febbraio 2026, tecnicamente, Maignan potrebbe accordarsi per un trasferimento a parametro zero in un altro club, con decorrenza del contratto dal 1° luglio 2026, quindi all'inizio della prossima stagione.
Tutto lascia presagire che sarà così. Anche perché la società Milan - pentitasi di non averlo blindato prima - ora starebbe ripensando di proporgli quel famoso rinnovo poi revocato in pratica un anno fa. Maignan, da un lato, ama la maglia del Milan, in rossonero e a Milano si trova bene e vorrebbe pure rimanere, visto il ritrovato feeling con l'ambiente, con i compagni e la nuova 'luce' portata da Allegri e Filippi.
Dall'altro, però, l'astio con qualche importante figura dirigenziale per il trattamento ricevuto resta. Ad oggi, pertanto, è più probabile che il quasi 31enne estremo difensore vada a firmare un contratto più ricco in Premier League (occhio a Chelsea e Manchester United) o in Bundesliga (Bayern Monaco). Sempre ammesso che sia così. Maignan, infatti, ha gli esempi di due importanti giocatori che militano in Serie A che potrebbero far vacillare le sue intenzioni.
I casi di Dybala e De Gea come monito
—Nel 2022, la Juventus decise di non rinnovare il contratto a Paulo Dybala, giudicando troppa la richiesta di 7 milioni di euro netti a stagione di stipendio (ingaggio, poi, girato sul conto di Dušan Vlahović, ma questa è un'altra storia). La 'Joya', per mesi, si è messo in vetrina: contattato da tutti ma preso da nessuno. Un po' come la famigerata Sora Camilla a Roma. Quando sembrava a un passo dall'Inter, i nerazzurri optarono per il ritorno in prestito di Romelu Lukaku, scaricando l'argentino.
Che, quindi, 'ripiegò' sulla Roma a poco più della metà (4 milioni di euro) dello stipendio desiderato (8). L'anno dopo, 2023, la replica targata David De Gea. Dopo 12 anni al Manchester United, considerato universalmente tra i migliori portieri in Europa, lo spagnolo cresciuto nell'Atlético Madrid si è svincolato dai 'Red Devils', mettendosi in attesa di una proposta di almeno 12 milioni di euro netti a stagione. Ovvero, poco più di quanto percepito a Manchester. Una cifra pazzesca, spropositata, che neanche i ricchi club della Saudi Pro League araba gli hanno voluto riconoscere.
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Morale della favola, De Gea è rimasto una stagione (2023-2024) fermo per poi firmare nel 2024 con la Fiorentina (non proprio un top club mondiale in questa epoca storica) a un paio di milioni di euro. Salendo di stipendio a 3,5 (un quarto di quanto avrebbe voluto) soltanto con il rinnovo stipulato nell'ultima estate. Un bonario avvertimento, dunque, per Maignan, alla luce dei recenti esempi dei campioni conclamati: chi lascia la strada vecchia per la nuova, sa quel che lascia ma non (sempre) sa quel che trova.
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