Milan, riesplode il caso Leao: i retroscena
—Per il 'CorSera', però, l'atteggiamento di Leao non sarebbe andato giù a nessuno, anche tra i dirigenti e tra i compagni di squadra. Mike Maignan, capitano rossonero, sul campo aveva già provato a convincerlo ad uscire dal campo in maniera composta e celermente, giacché il Milan stava perdendo ed era intenzionato a recuperare. Ma il lusitano non è che l'abbia ascoltato poi tanto.
Leao se l'è presa con Allegri per averlo tolto, ma anche e soprattutto con Christian Pulisic per non averlo servito bene (lo statunitense gli ha fornito due palloni sbagliati). Per il quotidiano generalista, però, il numero 10 del Milan dovrebbe prendersela con sé stesso. Perché se è vero che rimane un esterno d'attacco e che nel ruolo di punta nel 3-5-2 di Allegri è un adattato, è altrettanto vero che un conto è la tattica e un altro l'approccio, la mentalità con cui si va in campo.
Il portoghese via a fine stagione? La situazione
—Il 'Corriere della Sera' ha rivelato come, nelle ultime settimane, fino alla vigilia della partita dell'Olimpico, Leao non fosse concentrato al 100%: qualche colazione saltata, troppa distrazione. Con Pulisic, poi, lo sfogo sarebbe andato avanti anche negli spogliatoi dopo Lazio-Milan, tanto che sarebbe dovuto intervenire Allegri per chiudere la contesa. Leao non sarà multato: con Allegri, visto il feeling tra i due, il caso è già chiuso.
Per il club, però, certi modi di fare, a 27 anni, non sono tollerabili. Ecco perché il futuro di Leao al Milan rimane tutto da scrivere. La trattativa per il rinnovo del suo contratto, ad oggi in scadenza il 30 giugno 2028, è stata congelata. Se ne riparlerà più avanti. E, nel caso in cui in estate arrivasse una maxi-offerta, il Milan la valuterà. Attualmente non ce ne sono, ma i Mondiali - che rappresentano pur sempre una vetrina - possono cambiare gli scenari.
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